Published On: gio, Apr 1st, 2021

InSight della Nasa ha rilevato due scosse sismiche su Marte

Marte non ha placche tettoniche, ma possiede altri fattori che possono causare eventi sismici.
Tra questi ricordiamo le fratture causate dalla contrazione dovuta al raffreddamento, il movimento del magma e l’aumento della pressione nelle profondità del sottosuolo, ma anche l’impatto di meteoriti.

PIU’ DI 500 TERREMOTI

Il lander InSight della NASA ha rilevato sino ad oggi più di 500 terremoti, tra cui 4 di magnitudo superiore a 3.
Le ultime due scosse di magnitudo 3.3 e 3.1, rilevate il 7 e il 18 Marzo 2021, hanno avuto epicentro in una località chiamata Cerberus Fossae, un’area già interessata in precedenza da due eventi di magnitudo 3.6 e 3.5. Qui i terremoti (o se preferite i martemoti) si verificano frequentemente.

I 4 eventi sono stati rilevati da InSight durante un anno marziano, pari a circa 2 anni terrestri, con una particolarità: si sono verificati durante l’estate settentrionale.

LE DIFFICOLTA’ 

Rilevarli attraverso il sensibile sismometro, chiamato SEIS (acronimo di Seismic Experiment for Interior Structure), non è così semplice a causa del vento. Lo strumento è coperto da uno scudo a forma di cupola per proteggerlo dal gelo e dai fortissimi venti marziani, ma le conseguenti vibrazioni generano alcuni rumori di fondo.
Non a caso il lander non è stato in grado di percepire alcuna scossa durante la stagione invernale.

Credit: NASA / JPL-Caltech

Durante l’estate marziana il vento tende a calmarsi, permettendo una migliore osservazione. Tuttavia, le enormi escursioni termiche giornaliere che si verificano nell’area, quantificabili in circa 100°C tra la notte e il giorno, possono causare l’espansione e la contrazione del cavo che collega il sismometro al lander, con conseguenti picchi anomali nei dati.

Per tale motivo il team della missione ha iniziato a cercare di isolare parzialmente il cavo dalle intemperie usando la paletta ubicata all’estremità del braccio robotico. Seppellire il cavo sismico è infatti uno degli obiettivi della prossima fase della missione, che la NASA ha recentemente esteso ad ulteriori due anni, fino a dicembre 2022.

Nonostante i fortissimi venti che hanno scosso il sismometro, i pannelli solari di InSight risultano coperti dalla polvere e l’energia a disposizione si sta esaurendo. La situazione migliorerà dopo il mese di Luglio con il levarsi della nostra stella, ma fino ad allora saranno spenti tutti gli strumenti in modo da ibernare il veicolo e svegliarlo solo periodicamente per controllarne la salute e comunicare con la Terra.

Ora, il team spera di mantenere acceso il sismometro per un altro mese o due. Rilevare gli eventi tellurici sul pianeta rosso, infatti, è un modo importante di far luce sul mantello e sul nucleo planetario.

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it