Published On: mer, Mar 23rd, 2022

Cosa accadrà sulla superficie di Apophis durante il transito del 2029?

Torniamo a parlare di Apophis, l’asteroide scoperto nel 2004 che per breve tempo mise in allerta la comunità scientifica per un suo possibile impatto con il nostro pianeta.

Gli astronomi calcolarono la sua orbita e si accorsero che il corpo sarebbe transitato accanto alla Terra nel 2029 e nel 2036. Le prime stime ponevano una probabilità di impatto di 1 su 37, tanto che l’asteroide, con il suo diametro di 340 metri, rappresentava realmente un rischio.

Ulteriori studi ridussero la possibilità di impatto al primo passaggio, rendendolo uno dei tanti asteroidi vaganti ad una distanza di sicurezza dalla Terra. Il transito successivo poneva ancora qualche rischio, ma la stima di impatto divenne realmente bassa.

Nel tempo, nuove misure stabilirono una probabilità di collisione dello 0,0004% per il 2029, quindi realmente trascurabile. Tuttavia, sino a qualche anno fa si pensava che l’asteroide potesse rappresentare ancora un pericolo nel suo passaggio ravvicinato del 2068, ma le recenti osservazioni combinate con l’analisi della sua orbita l’hanno finalmente escluso.

Oggi sappiamo che il 13 Aprile 2029 la roccia errante transiterà a circa 38.000 Km da noi, determinando una serie di influenze

LO STUDIO

Lo studio, a cui partecipano l’Universidad Carlos III de Madrid (UC3M) e l’Universidad Estatal Paulista Júlio de Mesquita Filho (Júlio de Mesquita Filho Paulista State University) (UNESP) del Brasile, analizza la superficie e la dinamica di questo corpo celeste e i possibili effetti al suo massimo avvicinamento all’orbita della Terra.

L’interazione gravitazionale tra un pianeta e un corpo come Apophis può cambiarne la forma o addirittura romperlo in più parti, per cui lo studio ha analizzato sia gli aspetti fisici dell’asteroide, tra cui la sua forma e le caratteristiche del suo campo gravitazionale, sia i fattori che possono influenzare la sua traiettoria e il suo angolo di inclinazione, come la pressione di radiazione o disturbo inflitto a causa della sua vicinanza alla Terra.

Per svolgere la ricerca, il team ha effettuato una serie di simulazioni numeriche utilizzando un disco di 15.000 particelle di diverse dimensioni simulando l’ambiente circostante di Apophis. L’obiettivo era prevedere come le particelle in orbita attorno all’asteroide reagiranno a diverse situazioni e come queste ipotesi potrebbero influenzare il suo comportamento.

La prima serie di simulazioni è stata progettata considerando solo il disturbo gravitazionale dell’asteroide in periodi di 24 ore nell’arco di 30 anni. La seconda serie di simulazioni ha incluso il disturbo causato dalla pressione della radiazione solare a densità diverse. 

LE RISPOSTE

In uno scenario a bassa densità circa il 90% delle rocce verrebbero frantumate e/o rimosse durante l’avvicinamento alla Terra. Inoltre, i risultati hanno mostrato che l’approccio di Apophis potrebbe influenzare leggermente le maree e causare alcune frane sulla superficie dell’asteroide.

Il team spera che l’approccio dell’asteroide alla Terra nel 2029 sarà un’opportunità per migliorare il modello 3D utilizzato per eseguire simulazioni spaziali, nonché consentire di indagare e prevedere in modo più accurato gli effetti sulla superficie della roccia spaziale. Tutto ciò significherebbe una migliore preparazione nel caso in cui nuovi corpi celesti passino vicino alla Terra.

La ricerca è stata pubblicata negli avvisi mensili della Royal Astronomical Society.

PER APPROFONDIRE

L’asteroide Apophis non colpirà la Terra per almeno un secolo

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it