Published On: dom, Lug 17th, 2022

La scienza inascoltata dei cambiamenti climatici

Il cambiamento climatico sta mostrando un’elevata attività: la temperatura sta aumentando a un ritmo più rapido di quanto gli scienziati avessero previsto in passato, come dimostrano le ondate di caldo estremo in tutto il mondo. Stiamo vivendo una grave transizione climatica, probabilmente la più veloce che l’uomo abbia mai visto, e nonostante la consapevolezza di un problema serio, non siamo stati in grado di ridurre significativamente le nostre emissioni di CO2.

LE ONDATE DI CALDO, UNA MINACCIA SEMPRE PIU’FREQUENTE

Spagna, Francia, Italia, Cina, Pakistan, Iran, Regno Unito, solo per citarne alcune, sono alle prese con ondate di calore talvolta eccezionali. Record, valori anomali sempre più frequenti, incendi, siccità.
Sebbene i collegamenti tra i singoli eventi meteorologici e il riscaldamento globale non possano essere determinati immediatamente, gli studi hanno scoperto che le ondate di calore simultanee che colpiscono parti del Nord America, dell’Europa e dell’Asia sono diventate più intense e frequenti negli ultimi decenni.

Temperature quasi insopportabili in città

Un’analisi della World Weather Attribution, un gruppo di scienziati che analizza se gli eventi estremi siano collegati al cambiamento climatico, ha scoperto che la forte ondata di caldo dell’anno scorso nel Pacifico nord-occidentale sarebbe stata impossibile senza l’azione antropica.

Le ondate di caldo rappresentano una minaccia per le forniture alimentari globali, già sotto pressione dall’invasione russa dell’Ucraina. Sono collegate a una serie di problemi di salute e correlate a tassi più elevati di criminalità, ansia e depressione.

LA SCIENZA INASCOLTATA

Ma non solo; offrono una piccola finestra su come potrebbe essere il futuro se il riscaldamento globale continuasse senza sosta. Una frase che gli scienziati hanno ripetuto svariate volte, pur non riscontrando l’attenzione dovuta.
Gli scienziati dell’IPCC ci dicono che, se anche mantenessimo l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5°C, il numero di eventi meteorologici estremi che una persona sperimenterà, quadruplicherà. Un maggiore aumento della temperatura sarebbe ancora più disastroso, con conseguenze impensabili per fame, malattie, migrazione, produttività e standard di vita nel mondo.

Pakistan – immagine di pubblico dominio

Nel 2015, gli esperti informarono il parlamento pakistano che tre città – Karachi, Badin e Thatta – avrebbero potuto soccombere all’innalzamento del livello del mare entro il 2060. Nessuno mostrò molta preoccupazione in quel momento. Ora, alcune aree di Badin e Thatta sono già sott’acqua e Karachi probabilmente seguirà prima del previsto.
La città, che ha appena vissuto il suo Aprile più caldo degli ultimi 61 anni, sta già affondando. Mumbai in India e Chittagong in Bangladesh sono tra le altre città della regione minacciate dal continuo innalzamento del mare.
Niente di tutto ciò dovrebbe sorprendere chiunque abbia prestato attenzione. Ma pochi pakistani, ad oggi, si sono preoccupati dell’ambiente. Così come i governi di tutto il mondo.

COSA FARE?

Probabilmente è necessario un nuovo strumento politico e giuridico; una legge globale legiferata da un organismo internazionale come le Nazioni Unite, e ratificata da tutti i governi. Dovrebbe influenzare fondamentalmente i paesi che contribuiscono maggiormente alle emissioni globali, nonostante parte del loro dissenso.
Lo stato di emergenza climatica globale richiederebbe l’abbattimento della maggior parte delle emissioni, ad eccezione dei settori essenziali necessari a coprire i bisogni primari delle persone, con drastiche sanzioni per i superamenti della soglia limite.
L’obiettivo dovrebbe essere quello già proposto, ossia una riduazione delle emissioni di biossido di carbonio del 55% entro il 2030 e dell’80% entro il 2050.

La riduzione drastica delle emissioni di gas serra e la transizione verso un’economia più verde, alla scala e al ritmo necessari richiederebbero creatività, innovazione e coraggio politico. Ma il costo, se dovessimo fallire, è molto più scoraggiante: un futuro in cui i disastri climatici, e tutti i danni e l’instabilità che ne derivano, diventeranno la nuova normalità ovunque.

Tenendo presente la recente dichiarazione dello stato di emergenza a causa della crisi climatica da parte di molti scienziati, amministrazioni e istituzioni in tutto il mondo, è chiaro che devono essere intraprese azioni rapide per evitare risultati dannosi per le società umane e gli ecosistemi della Terra. 

Tuttavia, nonostante questa dichiarazione di emergenza e gli avvertimenti della comunità scientifica degli ultimi anni sull’importanza di evitare gli effetti irreversibili della crisi climatica, la concentrazione di CO2 nell’atmosfera continua ad aumentare.
E’ quindi essenziale una regolazione delle emissioni per ridurre la curva della temperatura, che aumenta sempre più velocemente.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it