La democrazia e le istituzioni occidentali resteranno solo un ricordo?
Ogni giorno ormai si assiste ad un declino dei valori istituzionali. Si vede a livello locale fino ad andare ai livelli più alti. Cercare il consenso nella pancia della persone è diventato il mantra. Ma il populismo si sa ha spesso premiato, almeno all’inizio. Fu così per i regimi nazi-fascisti in Italia, in Europa e nel mondo. Oltre al populismo assistiamo anche ad un impoverimento del dibattito politico che vede sempre più allontanarsi i valori fondanti della nostra civiltà, in particolare con la civiltà greca che ha costruito le fondamenta della democrazia. Sembra quasi che chi urla di più o la spari più grossa, ma anche chi dichiara di parlare in maniera “vicina alla gente”, in realtà lo fa solo per proprio tornaconto.
Sembra riflessioni scontate e forse pleonastiche, ma forse qualcosa sta sfuggendo di mano. Un tempo, soprattutto nel dopo guerra, si guardava ai grandi statisti che governavano ed avevano l’autorevolezza della persona dalla quale si poteva imparare. Immaginate un De Gasperi, un Pertini, senza dimenticare Moro, Togliatti o Saragat ed Einaudi. Questi oggi ci appaiono come giganti, giganti che risollevarono un paese distrutto in senza materiale, ma anche culturale e sociale.
Quello che assistiamo in Italia, in maniera trasversale e a più livelli amministrativi, accade un pò in tutto il mondo occidentale. Pensare che l’Europa è stata la culla della Democrazia, quella con la D maiuscola. Non certo quella delle censure, di chi “erutta” più forte slogan o di chi usa il potere, non per servire i cittadini, ma per fare i proprio interessi o quello di pochi.
Se pensiamo che nel 431 a.C e cioè 2.455 anni fa Pericle ad Atene pronunciava delle parole che oggi risuonano come macigni sulla politica attuale. Se le rileggiamo scopriamo quanto sono attuali e quanto ne avremmo ancora bisogno. Rivediamo alcuni passaggi del discorso agli ateniesi.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Sembrano state scritte oggi, anzi sembrano scritte per il futuro visto quello che vediamo. Certo la decadenza istituzionale non è solo di questi giorni è qualcosa che parte comunque da lontano e forse il seme della malapolitica è presente da sempre. Basti pensare al nostro Paese, e allo scoppio del caso “mani pulite” nel 1992, ma la differenza di oggi sembra che il bar sia entrato nelle istituzioni.
Se pensiamo che nella nostra Italia, a Locri in Calabria, altra regione martoriata da decenni dalla decadenza istituzionale, fu Zaleuco il primo legislatore d’Europa. Due secoli prima di Pericle, il legislatore locrese scrisse le prime leggi e si istituirono delle regole di convivenza.
Non va meglio oltreoceano dove proprio in questi giorni da più lati è arrivato l’attacco alle istituzioni europee e alla nostra sua civiltà. Un attacco gravissimo che schiaccia l’Europa, spesso purtroppo un po’ ingessata, fra Russia e USA. Questo sembra un film già visto, ma quando ci sveglieremo da questo torpore? E’ davvero l’ultima chiamata? La bella notizia che ognuno di noi, sulla scorta del nostro passato, può fare la differenza. Oggi, più che mai, bisogna mettere in atto una resistenza e resilienza culturale perchè è la sola arma che abbiamo in pugno e che può fare più di eserciti, armi, demagoghi e delle maschere pirandelliane del nostro tempo.












