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Confermata la presenza di Proxima c, il secondo esopianeta intorno a Proxima Centauri

Nel 2016 gli astronomi posero attenzione al sistema di Alpha Centauri, ed in particolare alla compagna Proxima Centauri, una nana rossa circa 8 volte meno massiccia del nostro Sole a 4,2 anni luce di distanza (è la stella più vicina alla Terra).

Nonostante in passato si ipotizzava che la presenza di pianeti extrasolari orbitanti attorno a stelle doppie fosse improbabile, scoprirono Proxima b (scoperta confermata circa 2 settimane fa) ad una distanza tale da inserirlo nella fascia abitabile del suo sistema solare. Ma non era tutto. Un cambiamento ciclico nella luce di Proxima Centauri era compatibile con l’esistenza di un secondo pianeta, che in assenza di prove certe venne denominato Proxima c.

Ora, dopo la conferma del primo pianeta, gli astronomi hanno confermato la presenza del secondo, al 236° incontro dell’American Astronomical Society.

Date le enormi distanze che ci separano dagli altri sistemi stellari, uno dei metodi utilizzati per individuare gli esopianeti è la tecnica del transito, che consiste nell’individuare il calo di luminosità della stella attorno alla quale essi ruotano. I pianeti di Proxima Centauri sono invece stati rilevati attraverso il metodo della velocità radiale.
Anche se le stelle sono molto più massicce dei loro pianeti, quest’ultimi sono in grado di esercitare una forza gravitazionale, generando deformazioni. Il metodo della velocità radiale misura la risposta della stella a quel tipo di sollecitazione, definendo la parallasse, il movimento e la massa combinata del sistema.

Proxima C ha un periodo orbitale di 1900 giorni e potrebbe essere 7 volte più massiccio della Terra. Ma non è chiaro. A causa di una serie di discrepanze rilevate in diverse misurazioni, dove in alcune delle quali l’oggetto sembra anche essere da 10 a 100 volte più luminoso di quanto dovrebbe essere un pianeta della sua massa, gli scienziati hanno ipotizzato che possa essere circondato da nubi di polvere o da un sistema di anelli 3-4 volte più grandi di quelli di Saturno; ma il condizionale risulta d’obbligo, anche perché ulteriori osservazioni hanno ipotizzato una massa simile a quella della Terra. Per il momento resta il dibattito, anche se i futuri telescopi saranno probabilmente in grado di risolvere il quesito.

Quando si divulga una scoperta di questo tipo, il pensiero viene rivolto da subito alla possibilità che ci possa essere vita. In realtà Proxima C sembra essere troppo freddo. Inoltre le nane rosse sono capaci di intense ed improvvise espulsioni di radiazioni, dove nulla potrebbe sopravvivere.

Abitabile o no, il pianeta è reale e da oggi lo sappiamo. E’ troppo presto per dirlo, ma se un giorno dovessimo intraprendere viaggi interstellari, Proxima Centauri sarà la nostra prima destinazione. Forse, solo allora saremo in grado di conoscere la vera natura di quel sistema solare e degli esopianeti che vi risiedono.

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Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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