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I lahar, colate di fango lungo il fianco dei vulcani

I Lahar (lava in lingua giavanese) sono un tipo specifico di colate di fango costituite da detriti vulcanici. Essi possono formarsi in una serie di situazioni: in caso di crollo di una piccola parte di pendio, raccogliendo l’acqua lungo il fianco del vulcano, in caso di rapido scioglimento della neve e del ghiaccio durante un’eruzione, da piogge intense sui detriti vulcanici sciolti, e quando un vulcano erutta attraverso un lago vulcanico.

Queste colate di detriti e fango scorrono come liquidi, perché contengono materiale in sospensione, e generalmente hanno una consistenza simile al calcestruzzo umido, ma si solidificano quando si fermano. Scorrono per gravità e seguono depressioni e valli, ma possono aprirsi in caso di area pianeggiante.

Possono viaggiare ad una velocità superiore agli 80 Km/h e raggiungere distanze di decine di chilometri dalla loro fonte. Se generati da un’eruzione vulcanica, inoltre, possono trattenere il calore sufficiente ad indicare una temperatura di 60–70°C. Questi eventi quindi non sono caldi o veloci come altri rischi vulcanici, ma risultano estremamente distruttivi. Essi sono in grado di demolire o seppellire qualsiasi cosa sul loro cammino, a volte in decine di metri di spessore. Tutto ciò che non può uscire dal percorso di un lahar è, o sarà spazzato via o sepolto.

Un lahar può, tuttavia, essere rilevato in anticipo attraverso dei monitor, permettendo alla popolazione una sorta di fuga. Alcune aree del mondo maggiormente a rischio godono di impianti sonori in aiuto alla cittadinanza.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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