Published On: sab, Lug 4th, 2020

Fossili nell’ambra rivelano i veri colori degli insetti di 99 milioni di anni fa

I reperti fossili sono solitamente privi dei dettagli strutturali che consentono una conservazione del colore, ma un gruppo di ricerca dell’Istituto di geologia e paleontologia dell’Accademia cinese delle scienze (NIGPAS), ha svelato i segreti della vera colorazione degli insetti di 99 milioni di anni fa.

I colori offrono molti indizi sul comportamento e sull’ecologia degli animali. Essi servono per mantenere gli organismi al sicuro dai predatori, alla giusta temperatura o divenire attraenti per i potenziali compagni. Comprendere la colorazione degli animali estinti di lungo periodo può aiutarci a far luce sugli ecosistemi nel profondo passato geologico.

Lo studio, pubblicato in Proceedings of the Royal Society B, offre una nuova prospettiva sulle vite spesso trascurate, ma per nulla noiose, degli insetti che coesistevano accanto ai dinosauri nelle foreste pluviali del Cretaceo.

I ricercatori hanno raccolto un tesoro di 35 pezzi d’ambra (resina fossile) con insetti perfettamente conservati nel nord del Myanmar.

L’ambra risale a metà Cretaceo, circa 99 milioni di anni fa, all’età d’oro dei dinosauri. È essenzialmente resina prodotta da antiche conifere che crescevano in un ambiente tropicale della foresta pluviale. Gli animali e le piante intrappolati nella densa resina sono stati egregiamente conservati“, ha affermato il dott. Cai Chenyang, professore associato del NIGPAS che conduce lo studio.

La rara serie di fossili comprende vespe a cucù con colori bluastro-verdi, verde-giallastri, blu-violacei o verdi sulla testa, sul torace, sull’addome e sulle gambe.  In termini di colore, sono quasi gli stessi delle vespe cuculo che vivono oggi.

Gli scienziati hanno anche scoperto esemplari di coleottero blu e viola e una mosca verde scuro caratterizzata da una colorazione metallizzata.

Per capire come e perché il colore è conservato in alcuni fossili di ambra ma non in altri, e se i colori visti nei fossili fossero gli stessi di quelli che gli insetti già mostravano più di 99 milioni di anni fa, i ricercatori hanno usato una lama di diamante per tagliare l’esoscheletro di due colorate vespe ambrate e un campione di normale cuticola opaca.

Usando la microscopia elettronica, sono stati in grado di dimostrare che i fossili ritrovati mostrano una nanostruttura esoscheletrica ben conservata che disperde la luce. Questa ha suggerito che i colori conservati potrebbero essere gli stessi di quelli mostrati nel Cretaceo. Ma nei fossili che non conservano il colore, le strutture cuticolari sono gravemente danneggiate, spiegando il loro aspetto marrone-nero.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it