Published On: gio, Lug 23rd, 2020

Come sono cambiate le inondazioni fluviali in Europa negli ultimi 500 anni

Ogni anno nel mondo gli straripamenti fluviali sono responsabili di danni stimati a 86 miliardi di euro. Un dato in crescita a causa degli eventi estremi sempre più frequenti.

Secondo il prof. Günter Blöschl, esperto di inondazioni all’Università tecnica di Vienna, gli ultimi tre decenni in Europa sono stati caratterizzati da un numero elevato di inondazioni rispetto ad un archivio di 500 anni, ottenuto grazie ad un ampio studio internazionale dove sono stati coinvolti 34 gruppi di ricerca.
L’ultimo periodo esaminato differirebbe in estensione, temperatura dell’aria e stagionalità. Secondo gli esperti, gli straripamenti fluviali interessavano il territorio più frequentemente nelle fasi fredde, mentre oggi il riscaldamento globale è divenuto uno dei principali motori.

Dalla nostra ricerca precedente, sapevamo già in che modo il cambiamento climatico avesse influenzato le alluvioni dell’Europa negli ultimi 50 anni“, afferma Alberto Viglione del Politecnico di Torino, uno dei principali autori della pubblicazione. “Per le previsioni dei prossimi decenni, tuttavia, è anche importante capire se si tratta di una situazione completamente nuova o se si tratta solo di una ripetizione di qualcosa che si è già verificato. Finora – spiega Viglione –  i dati disponibili non erano stati sufficienti. Abbiamo esaminato la questione in modo molto dettagliato e ora possiamo dire con fiducia: sì, le caratteristiche alluvionali degli ultimi decenni sono diverse da quelle dei secoli precedenti.”

Per lo studio, sono state analizzate decine di migliaia di documenti storici contenenti rapporti sulle alluvioni comprese tra il 1500 e il 2016. Un lavoro superlativo che “ha avuto la difficoltà di rendere comparabili i vari testi in relazione ai secoli diversi e alle diverse regioni culturali“, spiega Andrea Kiss, ricercatrice e storica, nonché uno dei principali autori della pubblicazione. “Siamo riusciti a raggiungere questa comparabilità mettendo tutti i testi nei rispettivi contesti storici con un’attenta cura dei dettagli“, ha aggiunto.

L’analisi dei dati ha identificato nove periodi ricchi di inondazioni e regioni associate. Tra i periodi che si sono distinti vi furono il 1560-1580 (Europa occidentale e centrale), il 1760-1800 (gran parte dell’Europa), il 1840-1870 (Europa occidentale e meridionale) e il 1990-2016 (Europa occidentale e centrale). Il confronto con le ricostruzioni della temperatura dell’aria ha mostrato che questi periodi storici erano sostanzialmente più freddi delle fasi intermedie.

Questa scoperta sembra contraddire l’osservazione che, in alcune aree come nel nord-ovest dell’Europa, il recente clima più caldo è in linea con le più grandi alluvioni“, afferma Günter Blöschl. “Il nostro studio mostra per la prima volta che i meccanismi sottostanti sono cambiati: mentre, in passato, le alluvioni si sono verificate più frequentemente in condizioni più fredde, ora è il contrario. Le condizioni idrologiche del presente sono molto diverse da quelle del passato.”

Anche i tempi delle alluvioni nel corso dell’anno sono cambiati. In precedenza, il 41% delle inondazioni dell’Europa centrale si verificava in estate, rispetto al 55% di oggi. Questi cambiamenti sono correlati ai cambiamenti nelle precipitazioni, nell’evaporazione e nella fusione delle nevi e sono un indicatore importante per distinguere il ruolo dei cambiamenti climatici da quello di altri controlli come la deforestazione e la gestione dei fiumi.

Questi risultati sono stati resi possibili da una nuova base di dati compilata dagli autori dello studio che include la datazione esatta di quasi tutti gli eventi di alluvione riportati da fonti scritte. Finora si doveva fare affidamento su altre fonti di informazione meno precise, come i sedimenti lacustri. Questo, è il primo studio al mondo a valutare in modo dettagliato i periodi storici delle alluvioni per un intero continente.

Indipendentemente dagli sforzi necessari per mitigare i cambiamenti climatici, vedremo gli effetti di questi cambiamenti nei prossimi decenni“, afferma Blöschl. “La gestione delle alluvioni deve adattarsi a queste nuove realtà“. I risultati dello studio sono stati ora pubblicati su Nature.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it