Published On: lun, Ago 24th, 2020

60 anni dai Giochi Olimpici di Roma 1960

60 anni fa a Roma, nello stadio che iniziò a chiamarsi “Olimpico, si diede inizio alla 27-esima edizioni delle Olimpiadi estive dell’era moderna. 4 anni prima, nel 1956 a Cortina, l’Italia aveva ospitato i Giochi Olimpici invernali ed era la prima volta in assoluto che i giochi facevano tappa nel nostro Paese. L’edizione del 1908 era stata assegnata a Roma, ma a seguito di problemi finanziari il governo Giolitti rinunciò e quella edizione fu organizzata da Londra. Dopo Roma 1960, ci sono voluti ben 46 anni per ospitare nuovamente i giochi, con l’edizione invernale di Torino 2006 che verrà bissata nel 2026 con Milano-Cortina.

Nel 1960 l’Italia si trovava agli inizi del boom economico e anche i giochi furono una vetrina per il rilancio del Paese a 15 anni dal dopoguerra. Roma era anche uno dei centri più mondani del continente e le Olimpiadi caddero in piena Dolce Vita. Il fascino glamour della capitale attirò molte celebrità e le immagine televisive dei giochi, che per la prima volta coprirono l’intero evento, fecero il giro del mondo. Roma era viva da tutti i punti di vista e i monumenti dell’antica Roma resero lo scenario unico e indimenticabile.

Giancarlo Petris, ultimo tedoforo, accende il braciere all’Olimpico (Credit Olympic)

I giochi costarono 33 miliardi di lire, che attualizzate ad oggi sarebbero circa mezzo miliardo di euro. Di certo una cifra non molto onerosa se confrontata con la cifra record de i Giochi Olimpici Invernali di Sochi 2014  pari a 21 miliardi di euro. Fra le strutture realizzate vi è il Villaggio Olimpico nel quartiere Flaminio. Gli atleti furono ospitati in 33 palazzine ancora oggi ben visibili nel quartiere Flaminio che sono poi diventati appartamenti. Lo stadio dei Cipressi utilizzato per le cerimonie e alcune discipline, con un piccolo maquillage, divenne lo Stadio Olimpico. Molte furono le ristrutturazioni di strutture esistenti come il complesso del Foro Italico per il nuoto, mentre fra le nuove si ricorda il Palazzetto dello Sport sempre nel quartiere Flaminio. Gli impianti sportivi furono molto apprezzati e di fatto vennero tutti utilizzati anche dopo i Giochi. L’eredità olimpica fu in quell’edizione dei Giochi non fu sprecata.

Fra i ricordi indimenticabili e simbolo di quella edizione c’è sicuramente la maratona che si concluse sotto l’Arco di Costantino. L’etiope Abebe Bikila, che giunse a Roma come perfetto sconosciuto, percorse i 42,2 km della competizione a piedi nudi stabilendo anche il nuovo record olimpico. Fu quella la prima medaglia di un atleta africano e fu anche il simbolo della liberazione dell’Africa dal colonialismo, continente che presentava per la prima volta diversi nuovi paesi da poco indipendenti.

Video dell’arrivo di Abebe Bikila

I giochi si conclusero l’11 settembre 1960 con una incetta di medaglie sovietiche seguite a ruota da quelle americane. Eravamo già in piena guerra fredda. L’Italia fece una ottima figura chiudendo il medagliere al terzo posto. L’edizione romana fu un Olimpiade memorabile che fece vedere un Paese ripresosi dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale e pronto ad entrare fra i paesi più industrializzati al mondo.

Fonti consultate: Le Olimpiadi di Italia

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- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it