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Sole, al via il 25° ciclo: massimo previsto a Luglio 2025

Numero di macchie solari

Gli esperti della NASA e della NOAA hanno discusso le analisi e le previsioni sul nuovo ciclo solare e su come l’imminente ripresa della meteorologia spaziale avrà un impatto anche sulle nostre vite e sulla tecnologia terrestre.

Secondo gli esperti il minimo solare si è verificato a Dicembre, dando il via al 25° ciclo solare. Tuttavia, la variabilità dell’attività necessita di qualche mese per accertare l’evento, dato per ufficiale nei giorni scorsi.
Per valutarne i progressi, gli scienziati usano le macchie solari, ossia aree più fredde della fotosfera associate a brillamenti o ad espulsioni di massa coronale – che possono spargere luce, energia e materiale solare nello spazio.

Quando emergiamo dal minimo solare e ci avviciniamo al massimo del ciclo successivo, è importante ricordare che l’attività solare non si ferma; cambia solo forma“, ha detto Lika Guhathakurta, scienziata solare presso la NASA a Washington.

Per determinare l’inizio di un nuovo ciclo solare, il pannello di previsione ha consultato i dati mensili sulle macchie solari dal World Data Center for the Sunspot Index and Long-term Solar Observations, situato presso l’Osservatorio Reale del Belgio a Bruxelles, che tiene traccia delle macchie solari e individua i picchi del ciclo di Schwabe (il ciclo undecennale del Sole).

Abbiamo un registro dettagliato delle poche minuscole macchie solari che segnano l’inizio e l’ascesa del nuovo ciclo“, ha detto Frédéric Clette, direttore del centro. “Solo monitorando la tendenza generale per molti mesi possiamo determinare il punto di svolta tra due cicli“.

Con il minimo solare alle spalle, gli scienziati si aspettano che l’attività del Sole aumenti verso il prossimo massimo previsto nel luglio 2025. Doug Biesecker, fisico solare presso lo Space Weather Prediction Center (SWPC) della NOAA a Boulder, in Colorado, ha affermato che il prossimo ciclo sarà sostanzialmente simile a quello precedente; e quindi inferiore alla media, ma non privo di qualche flare importante.

Solo perché si tratta di un ciclo solare inferiore alla media, non significa che non vi sia alcun rischio di condizioni meteorologiche spaziali estreme“, ha detto Biesecker. “L’impatto del Sole sulla nostra vita quotidiana è reale ed è presente. Il personale è vigile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni all’anno perché il Sole è sempre in grado di darci qualcosa da prevedere“.

Si tratta di uno sforzo che coinvolge 24 agenzie e ha trasformato la meteorologia spaziale da una prospettiva di ricerca a conoscenza operativa“, conclude.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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