Published On: Lun, Gen 25th, 2021

“Grecia-Italia, una faccia, una razza” – 1° puntata

Molti conosceranno il detto “Grecia-Italia, una faccia, una razza”. Come sappiamo da studi scientifici le razze non esistono, ma di certo la cultura e la storia hanno legato indissolubilmente italiani e greci. I legami fra le due penisole risalgono all’antichità e anche in seguito le interazioni sono state moltissime, con purtroppo alcune pagine nere che hanno caratterizzato la storia.

Abbiamo deciso di accompagnarvi in un piccolo viaggio per raccontare i punti di incontro fra i due popoli, che potrebbero anche confondersi in uno solo. Le primissime tracce di contatto risalgono a quasi 1.000 anni prima di Cristo. La Grecia, con le sue città-stato (poleis) iniziava ad essere il faro della civiltà di allora e molti iniziavano a stare “stretti” nella loro Penisola. Così lo spirito di avventura fece approdare diversi greci sulle coste del Sud Italia.

I bronzi di Riace, l’emblema della “grecità antica” in Italia (Credit Gianni Maione)

Dal VII secolo a.C. cominciarono in tutto il meridione, in Sicilia e fino ad Ancona, a proliferare nuove colonie greche. In particolare, alcune colonie crebbero talmente tanto a livello di importanza che iniziarono a primeggiare insieme alle città della madre patria. Insomma i coloni della Magna Grecia (colonie greche di Calabria, Campania, Puglia e Basilicata) e delle altre colonie avevano trovato terreno fertile per sviluppare quello che probabilmente fu il  periodo di massimo splendore per la parte meridionale d’Italia e per la Grecia. Invenzioni (vedi Archimede a Siracusa), scoperte scientifiche (Pitagora a Crotone) e primi tentativi di dare alla società democrazia e leggi (Zaleuco a Locri) posero la civiltà greca all’avanguardia. L’esempio di Siracusa è forse quello più conosciuto e fiorente con una cultura greca che, importata e stabilitasi nell’area italica, combatte i Cartaginesi anticipando le rivalità dei romani con la civiltà che guardava da Sud il Mediterraneo.

Europa rapita da Zeus (sotto forma di Toro)

La differenza più marcata tra la civiltà greca e quella romana è senz’altro quella di un modello statuale, basato su città-stato e democrazia diretta in un caso, centrato sull’Urbe ed politicamente espansionista il secondo. Entrambe le società, però, si scontrarono con civiltà e minacce che arrivavano da aree contermini, ma esterne a quella che diventerà l’Europa, ed insieme il greco ed il latino, il greco ed il romano, il greco e l’italiano, saranno un filo conduttore della cultura europea che si confronta, compete, combatte con quanto non la rappresenta. Sarà l’Europa rapita ed amata da Zeus, ingannata dal re degli dei, ma da lui prediletta.

Sembra semplice notare come il Medio Evo inizi con la caduta dell’Impero Romano ad opera di popoli barbari extraeuropei, e termini con la resa dell’Impero Greco (ovvero Romano d’Oriente) agli Arabi. Qualche anno più tardi Colombo porta notizie del Nuovo Mondo ed è l’Europa ad aprirsi al Mondo, probabilmente ad acquisire consapevolezza ed identità nel momento in cui si trova a doversi confrontare non più con realtà barbare marginali e confinate ai bordi del baricentro del mondo, ma con nuove geometrie, nuovi tragitti, nuovi equilibri.

In questa viaggio dell’Europa dagli albori ai giorni nostri, Grecia ed Italia sono due gangli fondamentali, che hanno fatto ora sinergia ora contrasto. Vorremmo raccontare alcune storie di questo rapporto agrodolce, dalle analogie tra i due risorgimenti, alle contese per il Dodecanneso, a Cefalonia, ai Greci d’Italia. Come sempre, ci proviamo, e se Plutarco scrisse “Le vite parallele” per confrontare personaggi celebri delle due culture, noi tentiamo un nuovo confronto, in chiave moderna, non tanto tra Ypsilanti e Garibaldi, quanto piuttosto tra due culture che incarnano tutto quello che l’Europa anche oggi esprime.

Nella prossima puntata: il risorgimento greco e quello italiano

A cura di Giuseppe Cutano e Matteo Vicentini

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