Published On: ven, Mag 7th, 2021

Il Recovery Fund per l’Arte

Recentemente è stato presentato, dal Ministro della Cultura Franceschini, la porzione di PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza o più conosciuto come Recovery fund) per l’arte e la cultura. I fondi allocati per questo capitolo sono pari a circa 6 miliardi di euro.

Dunque anche la cultura sarà protagonista di questo importante “piano Marshall” post pandemia. Fra le varie attività previste, per le strutture come i musei, le biblioteche ecc, si lavorerà per un ulteriore abbattimento delle barriere architettoniche, all’efficientamento energetico e alla digitalizzazione degli archivi.

Fra i diversi progetti proposti dal capitolo del PNRR relativo alla cultura è interessante il Recovery Art Conservation Project. Si tratta di creare 5 depositi temporanei che verrebbero utilizzati per la conservazioni dei beni mobili in caso di calamità naturali. Fra questi siti troviamo 3 ex centrali nucleari e 2 caserme. Dunque una ottima iniziativa per il recupero di strutture in disuso e per la creazione di luoghi di deposito temporaneo sicuro in caso di eventi catastrofici.

Per quanto riguarda i grandi attrattori culturali, e dunque le grandi città italiani,  segnaliamo diversi interventi per l’arte. Fra questi lo sviluppo e potenziamento delle attività de La Biennale di Venezia e la valorizzazione di diverse aree museali e la costruzione del nuovo museo del Mediterraneo di cui avevamo parlato in un altro articolo.

Se il piano verrà portato a compimento entro il 2026, così come prevedono le scadenze del PNRR, sarà una svolta per i nostri musei e per il loro efficientamento e la digitalizzazione. Questi importanti progetti renderanno ancora più fruibile l’immenso patrimonio artistico e culturale del nostro Paese. Ciò permetterà di attirare nuovi visitatori e rendere la cultura e l’arte un tassello fondamentale per il futuro. 

Fonti consultate: Ufficio Stampa Ministero della Cultura

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG e Clubhouse: @latitude_45