Published On: gio, Gen 5th, 2023

Torna a farci visita C/2022 E3 (ZTF), ‘la cometa dei Neanderthal’

Il 12 Gennaio la cometa di lungo periodo denominata C/2022 E3 (ZTF) transiterà alla minima distanza dal Sole lungo la sua orbita (Perielio), per poi avvicinarsi al nostro pianeta nelle prime ore di Febbraio. L’astro chiomato, che transiterà a 42 milioni di chilometri dalla Terra, potrebbe divenire abbastanza luminoso da rendersi visibile senza l’ausilio di strumenti. Tuttavia, se anche dal corpo celeste non riuscisse a sublimare una quantità idonea di materiale ghiacciato di cui è composta, esso si renderebbe visibile anche attraverso un binocolo o un piccolo telescopio per un certo numero di giorni.

Secondo l’agenzia spaziale statunitense, gli osservatori dell’emisfero boreale potranno cercare di individuarla guardando verso Nord, a circa 80° sull’orizzonte, nei pressi della stella polare, nel corso del mese di Gennaio. Diverso il discorso per l’emisfero meridionale, i cui osservatori potranno cercare di scorgerla solo dal mese successivo. I momenti migliori per le osservazioni saranno in assenza di Luna: un’opportunità offerta dalla fase di Luna nuova del prossimo 21 Gennaio, quando la cometa si troverà nella costellazione della Giraffa.

Credit: NASA/JPL-Caltech

Questa vagabonda spaziale, secondo il JPL della NASA, ha un periodo orbitale di 50.000 anni circa. Tradotto, significa che il suo precedente passaggio risale al Paleolitico superiore e che gli ultimi umani ad averla probabilmente osservata furono i primi homo sapiens durante l’ultimo periodo glaciale. E forse gli ultimi Neanderthal, che si estinsero circa 10.000 anni dopo il passaggio. 

L’astro è stato individuato all’inizio di Marzo dalla camera della Zwicky Transient Facility, un’indagine astronomica ad ampio campo che sfrutta il telescopio Samuel Oschin, situato presso l’osservatorio di Monte Palomar in California, Stati Uniti.
Inizialmente si pensò ad un asteroide all’interno dell’orbita di Giove, ma presto cominciò a rendersi visibile la sublimazione del suo materiale durante l’avvicinamento alla nostra stella.
Al momento della scoperta distava 640 milioni di chilometri dal Sole e brillava di magnitudine 17,3, visibile quindi con telescopi di un certo diametro; ora, si spera che arrivi alla magnitudine 6.
Ciò significa che la cometa potrebbe rendersi visibile ad occhio nudo da aree extraurbane, non interessate dall’inquinamento luminoso; oppure da cieli montani, dove l’atmosfera più rarefatta consentirebbe una visione migliore del firmamento.

Le immagini attuali di C/2022 E3 (ZTF) mostrano la chioma, un alone circostante di gas e polvere, risplendente di una tonalità verdastra e una lunga ma debole coda che si estende dal nucleo principale.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it