Published On: mer, Gen 24th, 2024

Ritiro dei ghiacciai e tassi di erosione: analisi delle variazioni sulle Alpi

Un nuovo studio pubblicato su Earth and Planetary Science Letters esamina gli impatti della deglaciazione durante l’Olocene sulle pareti rocciose delle Alpi. Il dottor Daniel Draebing dell’Università di Utrecht, Paesi Bassi, insieme ai suoi colleghi, ha condotto una ricerca approfondita sulle morfologie distinte create dal ritiro dei ghiacciai e sulla variazione dei tassi di erosione.

LA RICERCA

La ricerca si concentra sull’analisi delle creste detritiche lasciate dal ritiro dei ghiacciai e sul tasso di erosione dei pendii montuosi, evidenziando che i tassi potrebbero essere diminuiti negli ultimi decenni/secoli rispetto all’Olocene. Gli scienziati attribuiscono questo cambiamento alle variazioni nella temperatura delle pareti rocciose e al ruolo del riscaldamento climatico.

Il team di ricerca ha utilizzato dati sul campo e modellizzazione per calcolare i tassi di erosione in una valle alpina periglaciale nella Svizzera meridionale tra 9.000 e 10.000 anni fa, confrontandoli con misurazioni moderne. Ha scoperto che i tassi medi di erosione erano più elevati nel medio-tardo Olocene rispetto ai giorni nostri, legati all’intensità del permafrost e delle crepe da gelo.

L’ALTITUDINE

Credit: Draebing et al. 2024.

L’altitudine ha giocato un ruolo chiave, in particolare sulle pareti rocciose a quote superiori ai 2700 m s.l.m.. Esse subìrono una maggiore erosione durante lo Younger Dryas, a cui è seguito un rapido declino del tasso di erosione negli ultimi cinquant’anni. La ricerca evidenzia l’importanza della temperatura delle pareti rocciose nel modellare il permafrost e le crepe da gelo, elementi che indeboliscono le pareti rocciose e possono portare a eventi di caduta massi. La combinazione di fattori come la copertura nevosa e gli eventi meteorologici estremi contribuisce all’erosione.

Il dottor Draebing conclude che, nonostante il riscaldamento climatico ridurrà i tassi di erosione a lungo termine, nel breve termine il ritiro dei ghiacciai e il disgelo del permafrost aumenteranno i rischi di frane, richiedendo adattamenti da parte delle comunità montane nel prossimo futuro. La ricerca fornisce una prospettiva chiave per comprendere come la deglaciazione influenzi gli eventi di caduta massi e l’erosione delle rocce in un mondo in evoluzione climatica.

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013, si occupa di cronaca scientifica dal 2011, anno di inizio del praticantato. Dal 2007 al 2014 ha condotto degli studi mesoclimatici sui raffreddamenti radiativi delle doline di origine carsica e sull’esondazione del cold air pool. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it