Cogne 2050: ritorno al futuro
Qualche tempo fa ero in Alto Adige per lavoro e ho incontrato il mio paesano Mattia Abram, che da anni lavora in Trentino, in Val di Sole. Mattia è salito a trovarmi a Bolzano e insieme abbiamo fatto un giro tra Appiano e Caldaro. Da quel momento di condivisione sono emerse riflessioni interessanti e illuminanti, nate anche dal confronto con alcune persone del posto. Abbiamo parlato di lavoro, società, turismo, agricoltura e molti temi che accomunano le realtà di montagna.
L’Alto Adige è spesso considerato un modello, ma, come si suol dire, non è tutto oro quel che luccica. Osservare da vicino altre realtà può comunque essere utile per prendere spunti (non per copiare!) e magari capire meglio quali siano i punti di forza che abbiamo sulle Alpi Occidentali e che spesso non sono valorizzati. Per lavoro, inoltre, ho modo di visitare molte località di montagna di Alpi e Appennino o aree rurali e mi rendo conto che per queste zone del paese, le cosiddette aree interne, c’è una vera e proprio trasformazione che rischia di cancellare per sempre l’anima di un Paese che a volte si crede di avere solo un’anima marinara.
Ovviamente non potevamo non parlare di Cogne. Siamo poi arrivati ad immaginare come potrebbe essere nel 2050. Una data che suona ancora un pò da fantascienza, come nel 1968 quando si girava “2001: Odissea nello spazio”, eppure mancano “solo” 25 anni. Cogne 2050, ritorno al futuro?
Chissà a che punto sarà la tecnologia? I ghiacciai del Gran Paradiso esisteranno ancora? Le domande sono tante, ma è naturale: interrogarsi sul futuro è una costante dell’umanità fin dalla notte dei tempi. Forse un domani la tecnologia ci aiuterà di più a fare previsioni. Oggi, però, dobbiamo partire dalla situazione attuale e provare a immaginare possibili scenari futuri.
Quali sono i sintomi che Cogne, come molte altre località di montagna, stanno affrontando? Il primo è lo spopolamento: la nostra popolazione è scesa sotto i 1.400 abitanti, con un bilancio negativo ogni anno così come la stragrande maggioranza dei comuni di montagna. Il rischio è quello di diventare una località senza residenti, trasformata in un “turismificio” per pochi mesi all’anno, priva di un’anima viva. La storia di Cogne e le sue tradizioni secolari non possono permetterselo.
A ciò si aggiungono i cambiamenti climatici. Se ne parla tanto: c’è chi ne abusa, chi li nega, chi li considera una moda o un’ideologia. Ma è davvero così? Credo basti osservare gli eventi degli ultimi 25 anni a Cogne per trovare risposte, anche per i più scettici. La montagna è cambiata, cambia e continuerà a cambiare. Quello che mutano sono i ritmi e le velocità. Abitanti e ospiti dovranno essere resilienti e consapevoli. Non serve allarmismo o terrorismo, ma consapevolezza che viviamo in un luogo splendido, ma fragile.
Se l’ambiente intorno si trasforma, cambia anche la comunità. Un tempo c’era la miniera a plasmare la società; oggi ci sono il turismo, i servizi e l’agricoltura. Tutto questo ci dice che il contesto si è evoluto profondamente. La storia che ha forgiato Cogne dovrebbe essere la culla di uno sviluppo futuro che sia davvero sostenibile. Ma “sostenibile” non dev’essere solo una parola di moda: la sostenibilità deve essere a 360°, ovvero ambientale, culturale ed economica ed essere attuata per davvero affinché ci sia un vero beneficio per tutto il sistema.
Serve una mentalità aperta, capace di guardare al futuro senza dimenticare il passato, e pronta ad accogliere l’innovazione che può migliorare il benessere della comunità.
Infine, ma non per importanza , c’è il valore di una piccola comunità, che si è sempre dimostrata solidale e unita nei momenti difficili. Questo valore deve restare centrale, attraverso il dialogo e la condivisione tra le persone. Solo così si può costruire una base forte da cui affrontare le sfide del futuro.
Tornando a casa, dopo tutte queste riflessioni, ho provato a sintetizzarle in pochi punti, come se fossero un manifesto con una visione a lungo termine e di ampio respiro. Dei punti in cui chiunque ami Cogne possa sentirsi incluso. Li ho buttati giù di getto e li ho condivisi con Mattia. Ci siamo detti: perché non condividerli con tutti, per capire se davvero rappresentano valori condivisi?
Eccoli qui:
- Un luogo per vivere, non solo per visitare
Cogne deve essere prima di tutto una comunità viva, accogliente per chi ci abita. Servizi essenziali come scuola, sanità e trasporti devono essere garantiti con continuità e qualità. Allo stesso tempo, la montagna deve attrarre nuovi abitanti grazie ad un’elevata qualità della vita e alla possibilità di lavorare anche da remoto. Invertire lo spopolamento significa offrire opportunità concrete a chi già abita e a chi sceglie di vivere stabilmente in montagna. Cogne è sempre stata una comunità che nelle difficoltà si è molto unita ed è, ancora oggi, un modello per tanti. Fra le persone della comunità deve proseguire il dialogo, la comunicazione e la condivisione, valori di un tempo, che rischiano di sparire e che invece vanno riscoperti per una cittadinanza attiva e partecipativa.
- Ambiente, comunità, attività: un sistema sostenibile
Gli abitanti della montagna sono già oggi in prima linea nella sfida dei cambiamenti climatici. Cogne dovrà rafforzare la propria capacità di adattamento, affrontando eventi estremi e contribuendo attivamente alla transizione ecologica diventandone un modello. L’ambiente, la comunità e il Parco Nazionale del Gran Paradiso formano un sistema che va protetto e valorizzato. La sostenibilità economica delle imprese locali – agricole, artigiane, turistiche – sarà un elemento chiave per garantire equilibrio tra sviluppo e tutela del territorio. Il turismo deve rimanere rispettoso e distribuito, aprendosi anche a una dimensione internazionale, senza mai perdere il legame con l’identità e la fragilità del luogo.
- Tradizione, innovazione e integrazione
Cogne ha saputo nel tempo essere un luogo di incontro e di crescita. Le sue radici culturali, la lingua, le tradizioni e la memoria storica – come quella legata alla miniera – rappresentano un’identità forte di integrazione da custodire e trasmettere. L’integrazione deve essere anche intergenerazionale: gli anziani come custodi della memoria, i giovani come portatori di futuro. La cultura deve essere un elemento unificatore di questi principi. Allo stesso tempo, è essenziale abbracciare le innovazioni tecnologiche per migliorare la qualità della vita e ampliare le opportunità lavorative e che migliorano la qualità della vita
- Autonomia e cooperazione
Cogne fa parte della Regione Autonoma Valle d’Aosta e deve poter anch’essa esercitare appieno la propria autonomia, anche nei confronti di Aosta. La comunità deve avere il diritto di decidere per sé stessa, senza ingerenze esterne di alcun tipo, in linea con i principi sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto Speciale.
Questo non significa isolarsi, ma è importante il dialogo con Aosta, le altre comunità e la partecipazione attiva al processo di integrazione e collaborazione che saranno strumenti strategici per lo sviluppo futuro, valorizzando l’apertura e lo scambio con altre comunità alpine e rurali, locali ed europee. La cooperazione, a tutti i livelli, rafforza la capacità di scegliere il proprio destino condividendo esperienze, buone pratiche e risorse.
Giuseppe Cutano
Mattia Abram
Chi condivide questi valori può firmare liberamente il manifesto cliccando il link sotto (Change.org) :
(Nota: Per chi volesse firmare deve successivamente confermare via mail la firma se no verrà rimossa, la mail resta anonima e non verrà inviato nulla se non la conferma, si può anche restare anonimi e non far comparire il nome, NON è richiesto denaro)
Cogne 2050












