Venezuela – What’s up?
Colpisce la risolutezza e lo sfregio degli equilibri internazionali dimostrato dal Presidente degli Stati Uniti nell’attacco di capodanno al Venezuela.

Il Paese sudamericano, dal secondo dopoguerra, ha visto susseguirsi una serie di governi democraticamente elettri, con una certa continuità. L’atteggiamento dei governi, di ispirazione prevalentemente socialista, ha cresciuto il proprio attrito con gli Stati Uniti soprattutto per questioni legate al petrolio, di cui il Venezuela è molto ricco. Certamente il governo Chavez ha contribuito alla crescita del Paese in termini di miglioramento delle condizioni della popolazione, mentre con il passaggio del potere a Maduro, avvenuto nel 2013, si è assistito ad una progressiva deriva autoritaria.
Vedendo i dati di produzione del petrolio in Venezuela dal 2014, con una proiezione fino al 2030 (che probabilmente ora andrà rivista) sono chiari gli effetti delle sanzioni messe in opera progressivamente dal 2015. Le proteste contro contro la politica di Maduro, aggressiva almeno a parole contro gli Stati Uniti, hanno messo in difficoltà il primo ministro che ha messo di fatto fuori legge i propri detrattori, compiendo un colpo di Stato quasi incruento, ma di fatto dal 2017 il Venezuela ha subito una deriva autoritaria e dittatoriale.

Nel 2025, come si legge nei report dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, sono scadute alcune licenze estrattive in Venezuela appannaggio di società occidentali (Chevron in testa), per cui la situazione di tensione ha avuto uno scatto in avanti. Non ci si illude pertanto nè che la crisi abbia origini recenti nè che sia dovuta al sostegno da parte del Governo venezuelano del narcotraffico verso gli Stati Uniti. Quello che però sorprende e sconcerta sono le modalità di gestione di una crisi internazionale con un blitz improvviso, muscolare e del tutto illegale da parte di uno Stato che fa parte delle Nazioni Unite, ma che decide unilateralmente di destituire un governo in carica invadendo uno Stato sovrano. Il discorso delirante che ne deriva informa il Mondo che Maduro e la moglie verranno processati per crimini legati al narcotraffico. Non si specifica, consentitemi il sarcasmo, il “foro competente”, ma si assiste ad una prepotenza che, all’inizio di questo 2026, preoccupa o, forse sarebbe meglio dire, terrorizza. L’auspicio è che l’Italia, o almeno l’Europa, non restino a guardare supini quanto sta accadendo, reagendo in modo deciso con le loro diplomazie.












