Le cicatrici raccontano la nostra storia in maniera indelebile
Le cicatrici raccontano la storia della nostra vita. Ogni segno che rimane sulla pelle in maniera indelebile riusciamo a ricondurlo sempre a un momento preciso della nostra esistenza.
Ogni volta che subiamo un trauma, come ad esempio un’ustione o un taglio, la nostra pelle mette in atto un processo di riparazione. Nei casi di traumi piccoli, la pelle promuove un sistema di riparazione in cui il tessuto danneggiato viene perfettamente riparato e farà in modo tale che la ferita non sia più visibile nel tempo. Infatti, la profondità della ferita, l’età della persona, la predisposizione genetica, la localizzazione sul corpo e la presenza di infezioni post-trauma influenzano tantissimo la ricostruzione più o meno fedele del tessuto che ha subito il trauma.
Ma non sempre funziona così. Nella maggior parte dei casi, soprattutto quando la ferita e’ profonda, la guarigione avviene attraverso la formazione di una cicatrice, una sorta di riparazione di emergenza in cui velocità ed efficacia sono più importanti della perfetta ricostruzione del tessuto originale.
La guarigione di una ferita avviene in maniera graduale, in diverse fasi.
La prima vera fase e’ l’emostasi. Quest’ultima avviene appena dopo il trauma, il sangue inizia a fuoriuscire dalla ferita, a seconda della profondità del taglio, ed è proprio in questo momento che inizia il processo di riparazione. I vasi si contraggono e si forma un coagulo che arresta il sanguinamento. Nel frattempo si attiva anche il sistema immunitario, con macrofagi e neutrofili che raggiungono il sito del trauma per eliminare batteri e cellule morte in seguito al trauma. Questa è una fase di emergenza in cui è importante interrompere il sanguinamento e soprattutto ripulire la zona interessata da agenti esterni. A questo punto ha inizio la fase della riparazione vera e propria.
Bisogna pensare che una ferita, dal punto di vista evolutivo, è un grave rischio. Infezioni, perdita di liquidi e danni ai tessuti sono poco compatibili con il benessere del corpo umano; quindi il processo di riparazione è fondamentale e deve essere messo in atto il prima possibile. È una soluzione rapida che però bada poco alla perfezione.
I fibroblasti, cellule specializzate presenti nel tessuto, iniziano a produrre la matrice extracellulare, ovvero la maglia su cui poggiano le cellule che formano un tessuto. In particolare viene prodotto collagene in grandi quantità per formare l’impalcatura biologica che permetterà la chiusura rapida della ferita.
E allora perché la cicatrice ha una forma e una consistenza diversa dal resto della pelle? Il tessuto nuovo non possiede e non possiederà mai la stessa organizzazione della pelle originale. Nella cute sana, le fibre di collagene sono organizzate in una rete complessa che dona elasticità e resistenza alla pelle. La velocità con cui viene richiusa una ferita, invece, predilige molecole di collagene che vengono depositate in fasci spessi e meno organizzati. Il risultato è un tessuto rigido, meno elastico e diverso dal tessuto circostante. La sopravvivenza di un organismo prevede quindi una riparazione funzionale, ma non fedele alla struttura iniziale. Se si osserva una ferita da vicino, si notano altri dettagli importanti: non ci sono follicoli piliferi e ghiandole sudoripare; a volte le cicatrici cambiano la sensibilità della pelle e sono generalmente meno elastiche.
Allora ci si puo’ chiedere: data la loro natura, le cicatrici sono fatte in modo tale che il cervello ricordi il trauma e la prossima volta lo possa evitare? Sì, ma in maniera indiretta. La cicatrice in sé non ha memoria del dolore e non invia continuamente segnali al cervello; tuttavia, essendo quest’ultima visibile, può attivare il richiamo al ricordo attraverso i circuiti della memoria. Alcuni neuroscienziati ritengono che le cicatrici siano un esempio perfetto di come il corpo conservi una memoria biologica di ciò che è stato. Non una memoria cosciente, ma una traccia permanente lasciata nei tessuti.
Mentre il cervello conserva il ricordo dell’evento, la pelle conserva il ricordo della ferita. Una cicatrice rappresenta la prova fisica che il corpo ha subito un danno ed è riuscito a ripararlo. Ogni cicatrice è quindi una pagina della nostra storia biologica, scritta direttamente nei tessuti.
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