Published On: Sab, Ago 15th, 2026

Agosto dimentica il terremoto di Pozzuoli e i 3.000 sfollati

Il 31 luglio 2026 una scossa di magnitudo 4,7 ha colpito l’area flegrea e in particolare la città di Pozzuoli, a nord di Napoli. Un sisma legato alle dinamiche del bradisismo (il continuo sollevamento e abbassamento del suolo tipico della caldera, intervista del 2023) che ha causato ingenti danni e 21 feriti. La combinazione tra l’estrema superficialità dell’ipocentro e la progressiva sollecitazione delle strutture ha reso l’evento particolarmente impattante, in un’area fortemente antropizzata e monitorata costantemente dall’INGV con il suo osservatorio vesuviano.

Nonostante la gravità dell’evento, la notizia è passata presto in secondo piano. Nessun messaggio da parte della politica che conta, già proiettata nella campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento del 2027. A tenere banco sono i soliti temi propagandistici, mentre dei rischi naturali, che rendono l’Italia uno dei Paesi più vulnerabili dell’Unione Europea, non ve n’è traccia nella maggior parte delle agende politiche. Ci mobilitiamo con una delle migliori Protezioni Civili al mondo, ma sul fronte della prevenzione facciamo ben poco, nonostante le mappe del rischio sismico e vulcanico siano fin troppo eloquenti.

I servizi dei telegiornali sono, come ogni agosto, un “copia e incolla” di consigli sulla calura estiva. È vero che ci vuole leggerezza, ma la vita quotidiana non va in vacanza. Nel silenzio dei media nazionali (se non a ora tarda), apprendiamo dalle testimonianze e dai media locali che la situazione a Pozzuoli conta ben 3.157 sfollati. Proseguono i controlli della Protezione Civile, mentre c’è chi, per paura di non sapere dove andare, evita di denunciare i danni. È una situazione assurda per un Paese occidentale nel 2026: mancano tende e moduli abitativi temporanei. Parliamo di un’area densamente popolata in cui da anni si discute di piani di emergenza; ma se un sisma di questa entità provoca già tali criticità, è meglio non immaginare cosa accadrebbe in scenari più complessi.

Sarebbe necessario uno sforzo urgente a livello centrale, perché non basta il lavoro dei professionisti e degli enti locali. Facciamo appello e rompiamo il silenzio dei media affinché la politica nazionale sia presente nelle aree più disagiate del Paese anche in tempo di festività. Perché gli sfollati, di certo, in vacanza non ci vanno.

Si ringrazia l’Ing. R.V. di Pozzuoli per le testimonianze. Fonti Consultate: Cronache Flegree, Napoli Today, Rai News, Local Team

Testimonianze Local Team:

https://youtube.com/shorts/VVb5ZiMRXQk?si=yanK0mbxlbQv3izt

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG: @latitude_45