Published On: Gio, Ott 1st, 2026

Ibrida, Elettrica, Plug-in? Come destreggiarsi fra le auto oggi

Se un tempo eravamo abituati a conoscere soltanto le auto termiche, ovvero a combustione di un carburante, oggi il mondo dell’automobile (o automotive come si usa dire oggi) è fortemente cambiato. Fino a poco tempo fa la differenza principale stava nel tipo di combustibile utilizzato, come benzina e diesel (dove cambia anche la tipologia di motore), oppure GPL e metano. Andiamo ad analizzare invece come si dividono le auto oggi in base al tipo di trazione.

Auto ibride (Hybrid, Mild Hybrid o Full Hybrid)

Da ormai diversi anni si sono affacciate sul mercato le cosiddette auto ibride, dotate di sistemi che recuperano l’energia in frenata e decelerazione per consentire di spegnere il motore termico in determinate fasi di guida. Solitamente, durante le prime manovre da fermo, il motore termico non entra subito in gioco e sfrutta l’energia accumulata finché non si esaurisce; in altri casi, il motore termico resta attivo e l’energia elettrica accumulata lo supporta per ridurre i consumi e migliorare la resa. Questi tipi di auto sono state le prima ad affacciarsi sul mercato già a fine anni ’90 con la nota Toyota Prius, utilizzata in Italia da molti Taxi).

Nel mondo dell’ibrido esiste però una distinzione fondamentale basata sul livello di elettrificazione (e sulle relative sigle che troviamo nei listini – EV sta per Electric Vehicle)

  • Mild Hybrid (MHEV – Ibrido Leggero): rappresenta la forma base di ibridazione. Sfrutta un piccolo modulo elettrico (solitamente a 12V o 48V) che funziona da starter e generatore. Il motore termico resta sempre il propulsore principale e l’unità elettrica fornisce solo un supporto, recuperando energia nelle fasi di rallentamento per ridurre i consumi nelle ripartenze e in accelerazione. Le auto MHEV non possono mai muoversi in modalità 100% elettrica, quindi sentirete sempre il motore termico girare. (es. Fiat Panda o Lancia Ypsilon Mild Hydrid)
  • Full Hybrid (HEV – Ibrido Completo): dispone di un motore elettrico più potente e di una batteria di capacità maggiore. In questo caso il sistema gestisce in autonomia l’alternanza o la sinergia tra i due motori: l’auto può percorrere brevi tratti (come manovre, partenze da fermo o marcia nel traffico a basse velocità) a zero emissioni locali, oltre a recuperare molta energia nei rallentamenti. In questo caso vi capiterà di non sentire girare il motore termico e quindi avere dei momenti solo “elettrici”.

Entrambe queste tipologie di auto ibride NON hanno una presa per la ricarica esterna: l’energia viene accumulata esclusivamente a bordo recuperandola durante la guida (nelle frenate e con il freno motore in discesa).

Auto Elettriche (100% elettriche o Full Electric – BEV – Battery Electric Vehicle)

Le auto elettriche sono ormai note e ne abbiamo parlato spesso qui su GeoMagazine.it: sono le auto a zero emissioni e completamente elettriche (BEV). Sono dotate di pacchi batteria che si ricaricano mediante una presa di corrente, tramite colonnine pubbliche o direttamente da casa. Ovviamente, più l’energia di ricarica proviene da fonti rinnovabili e pulite, più l’impronta ecologica dell’auto si avvicina alle emissioni zero complessive.

Sappiamo che oggi, anche considerando l’attuale mix energetico italiano, le emissioni sull’intero ciclo di vita dell’auto (dalla produzione della vettura e delle batterie fino allo smaltimento) risultano nettamente inferiori rispetto a quelle di un’auto tradizionale a combustione. Va quindi sgombrato il campo da diverse fake news che circolano in rete. La situazione ideale si ha quando è possibile ricaricare l’auto tramite un impianto fotovoltaico domestico: in periodi di caro carburante, produrre energia dal sole permette un risparmio notevole.

Per quanto riguarda l’autonomia, ormai quasi ogni nuova auto elettrica, anche di segmento piccolo o compatto, attesta la propria percorrenza media tra i 300 e i 400 km (valori paragonabili a molte auto a GPL), mentre diversi modelli di fascia superiore arrivano ai 600 km. Anche i tempi di ricarica sono sempre più rapidi: vi abbiamo parlato in un nostro articolo recente di come, ad esempio in Cina, siano già operative colonnine sperimentali ad altissima potenza (superflash) capaci di ripristinare centinaia di chilometri di autonomia in circa 10-12 minuti, il tempo di un caffè e una pausa fisiologica.

Auto Plug-in Hybrid (PHEV)

Passiamo alla categoria delle cosiddette auto Plug-in (Hybrid). Dal termine inglese plug (spina), sono vetture dotate sia di un motore termico sia di un motore elettrico affiancato da una batteria ricaricabile dall’esterno tramite presa di corrente. Si differenziano dalle normali ibride perché offrono una maggiore autonomia in modalità 100% elettrica, solitamente fino a circa 50-100 km nei modelli più recenti, consentendo di coprire la maggior parte dei tragitti urbani a zero emissioni, per poi affidarsi al motore termico (o alla combinazione dei due) durante i viaggi più lunghi.

Infine, esistono (sebbene oggi siano sempre più rare sul mercato) le auto elettriche dotate di Range Extender (EREV): vetture a trazione prevalentemente o esclusivamente elettrica che montano un piccolo motore termico di riserva. Questo motore non dà trazione diretta alle ruote, ma funziona da generatore per ricaricare la batteria quando si sta esaurendo, fornendo un’autonomia aggiuntiva per raggiungere la colonnina di ricarica più vicina (solitamente 50/100 km di autonomia in più).

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG: @latitude_45