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Nur-Sultan la nuova capitale, la solita capitale

Nur-Sultan, oggi

La geografia politica di certo non è una materia statica, anche se spesso siamo abituati ai “dogmi” delle scuole medie quando si imparavano le capitali a memoria. Ai più, il nome Nur-Sultan, dirà poco o nulla e forse potrà ricordare qualcosa di mediorientale. Invece questo è il nome di una nuova capitale che è in essere dal 21 marzo 2019 ed in realtà sostituisce solamente il nome precedente delle stessa città: Astana. Anche in questo caso i più assoceranno questo nome legato al ciclismo e ai grandi successi del team a due ruote, ma probabilmente molto meno al fatto che sia in realtà una città, chissà dove sul mappamondo.

Stiamo parlando del nuovo nome dalla capitale del Kazakistan. Kazakistan, nato dalla ceneri dell’Unione Sovietica, è il paese più grande che si stacca dal blocco sovietico e vede la sua indipendenza nel 1991. La sua prima capitale viene fissata nella città di Alma-Ata nel sud del paese al confine con il Kirghizistan. La città kazaka era la città più importante e popolosa del neonato stato della steppa e cambia subito nome diventando Almaty. Una moda kazaka di cambiare nome alla sua capitale. Nursultan Nazarbaev, ricordate bene questo nome,  diventa dal 1991 il presidente del paese e lo rimarrà fino al 2019.

Il paese, ricco di petrolio, assiste in poco più di vent’anni ad un vero e proprio boom economico che porta il paese alla ristrutturazione e alla creazione di nuove infratrutture moderne. Il Kazakistan, paese a maggioranza islamica, vede nella Turchia moderna creata da Aturk un modello e così il presidente Nazarbaev decide di spostare la capitale. Anche il padre della patria turca aveva fatto così spostando la capitale da Istanbul ad Ankara.

La storica capitale Almaty

Era il 1997 quando da Almaty la capitale passa ad Celinograd, città del centro nord del Kazakistan. Celinograd, nome dato dai russi negli anni ’60 era l’antica città kazaka di Akmolinsk o Akmola. Strategicamente questa città, dove l’economia era diventata fiorente, era più centrale nel paese e allo stesso tempo più vicina alla Russia. I malumori si fanno sentire ad Almaty, anche perchè Celinograd conta solo 300 mila abitanti circa, mentre la prima capitale Kazaka oltre 1 milione, ma così è e inizia lo spostamento da sud verso nord degli uffici amministrativi.

L’antico nome Akmola, non dura molto e circa un anno dopo la sua istituzione a capitale kazaka prende il nome di Astana, che nella lingua locale significa “Capitale”. La città che “gode” di un clima molto rigido e secco, fa si che Astana sia una delle capitali più fredde al mondo e dove raggiungere i -30°C in inverno non è difficile. Il presidente Nazarbaev investe molto nella città che diventa una capitale moderna e esplode demograficamente arrivando in vent’anni al milione di abitanti grazie a decine di grattacieli e nuovi quartieri. Nel 2017 Astana raggiunge un traguardo prestigioso e arriva ad ospitare l’EXPO.

L’ex Presidente Nursultan Nazarbaev (Credit Radiondaurto)

Dopo anni di incredibile crescita il padre della patria Nursultan Nazarbaev e dopo le sue continue elezioni a presidente decide, un pò inaspettatamente,  di fare posto alle nuove generazioni e nel 2019 si dimette. Il parlamento e il governo provvisorio decidono immediatamente con una proposta di legge di intitolare al presidente la capitale Astana e così il nome ne diventa Nur-Sultan.

Un caso probabilmente più unico che raro quello del Kazakistan, soprattutto nel mondo moderno. Una città che prende il nome di un presidente uscente e ancora vivente è davvero molto particolare. Di certo non è un caso unico al mondo, poichè sono molte le città dedicate a personalità. A casa nostra ci siamo accontentati di accostare al piccolo borgo delle Langhe, Grinzane, una delle dimore di Cavour e oggi borgo di meno di 2.000 anime, il nome di Grinzane Cavour (CN).

Giuseppe Cutano: Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia e per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche.
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