Published On: sab, Giu 27th, 2020

Quillagua (Cile), la località più secca del mondo

La città di Arica, nel deserto cileno di Atacama, è stata a lungo considerata la località più secca al mondo con 0.6 mm di precipitazione media all’anno. Tuttavia, recenti studi indicano che Quillagua, località posta 200 miglia a sud-est, è ancora più secca, tanto che nel trentennio 1971-2000 i pluviometri hanno registrato solo tre precipitazioni: 0.5 mm a Giugno 1984, 0.2 mm ad Ottobre dello stesso anno, e 1.0 mm nel Maggio 1992. Ciò vuol dire che la media annua in questo lasso di tempo è stata di 0.1 mm.

E’ il prezzo da pagare per lo splendido scenario della catena delle Ande, che intercetta l’umidità proveniente dal bacino amazzonico creando un perenne campo di alta pressione. Tanto che Quillagua è stata capace di non rilevare pioggia per decenni come nessun altro luogo al mondo.
La scarsità delle piogge, tuttavia, è dovuta anche alla corrente di Humboldt, che raffredda l’aria facendo condensare le nuvole già sull’oceano.

Situata a due ore dall’enclave mineraria di Calama, Quillagua sorge nel mezzo di un paesaggio desolato di terre sterili, ma dove puoi vedere una piccola e incomprensibile oasi. Il borgo sorge nella regione di Antofagasta, a circa 1600 chilometri a nord di Santiago, ed è abitato da circa 150 persone, per lo più anziani. L’area non gode di acqua potabile e può usufruire di elettricità solo 8 ore al giorno, durante le quali si approfitta per accendere radio e televisori e caricare telefoni cellulari che mantengono gli abitanti in collegamento con il mondo esterno.

In passato, per telefonare, era necessario recarsi all’unico telefono nella piazza del borgo e per ricevere una risposta ad una lettera era necessario attendere anche 4 mesi. Ora le cose sono parzialmente cambiate grazie alla telefonia mobile.

Nella città c’è una chiesa, un servizio di emergenza assistito da un’infermiera e un corpo dei Vigili del Fuoco che, anziché spegnere gli incendi, raziona l’acqua.

Nel 2002 la rivista National Geographic le ha dato l’appellativo di luogo più secco del globo con 0.2 mm caduti in 40 anni. Persino la tempesta che recentemente ha interessato il Cile settentrionale con inondazioni, straripamenti e migliaia di vittime, ha causato solo una leggera pioviggine.

Il borgo confina con un fiume, il Loa, che attraversa il deserto di Atacama dalle Ande al Pacifico. In passato c’erano anatre e mais, bietole, barbabietole e erba medica che furono piantate nelle aree vicine, ma le compagnie minerarie intervennero nel torrente. Contaminarono le acque del fiume, causando un disastro ambientale.

Nel mezzo delle case rustiche della città, spicca il Museo antropologico comunale, che nonostante il suo nome è solo una grande casa trascurata e polverosa che contiene una dozzina di mummie secolari e resti archeologici trovati nel deserto.

L’area in passato godeva di visite turistiche per presunti avvistamenti UFO, ma in seguito ad un terremoto avvenuto nel 2007 (l’area è molto sismica), anche questo beneficio è ormai un lontano ricordo.

Eppure, nonostante le dure condizioni di questo luogo (si raggiungono spesso i 40°C con grandi escursioni termiche tra giorno e notte), gli abitanti sono riluttanti ad abbandonarlo. A loro modo di vedere l’aria è pulita e la vita tranquilla, e si può lasciare la legna all’esterno che serve per appiccare il fuoco. Nessun intrattenimento e tutti i giorni sono uguali. Questa è Quillagua, il luogo più secco del mondo.

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it