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Gli uragani si intensificano più rapidamente rispetto al passato?

L’uragano Laura è esploso rapidamente mentre si dirigeva verso la costa della Louisiana, intensificandosi da tempesta tropicale a un grande uragano in meno di 24 ore. Al momento del landfall era un potente uragano di categoria 4 con venti a oltre 240 Km/h.

Nel 2018, l’uragano Michael passò inaspettatamente dalla categoria 2 alla categoria 5 nell’arco di un giorno prima di colpire la Florida. Anche gli uragani Harvey, Irma e Maria nel 2017 subirono un’intensificazione in breve tempo, che come da definizione prevede un aumento di almeno 56 Km/h in 24 ore. Sulla base dei rapporti
preliminari del National Hurricane Center, Laura ha guadagnato 104 Km/h in 24 ore e, cosa più impressionante, ha aggiunto 128 Km/h dal 25 agosto al 27 agosto.

Ciò significa che tale rapida intensificazione stia divenendo più comune? Non è una domanda facile alla quale rispondere, perché esistono una serie di fattori da analizzare con il rigoroso metodo scientifico e che sono attualmente oggetto di dibattito. Ma ci torneremo più avanti.

Per cominciare la nostra riflessione è bene considerare alcune cose: la storia degli uragani, il motivo per cui oggi l’Atlantico è così attivo e gli ingredienti che consentono alle tempeste di rafforzarsi così rapidamente.

COSA INNESCA LE TEMPESTE – Le tempeste di una certa violenza come Laura necessitano di una serie di condizioni favorevoli per potersi formare e intensificarsi. Tra gli ingredienti troviamo:

  • le calde acque oceaniche, in quanto traggono enrgia dall’acqua calda superficiale (in particolare con temperature di 26,6°C o superiori).
  • il contenuto d’acqua in atmosfera, quindi l’umidità, affinché non si dissolvano le nubi
  • la velocità e la direzione del vento nella colonna d’aria

In presenza di questi e di altri fattori, possono formarsi e organizzarsi vigorosi temporali, consentendo lo sviluppo degli uragani. Non sono da escludere i cambiamenti su larga scala della temperatura oceanica, come l’oscillazione multidecennale atlantica e il noto fenomeno di El Niño.

Poiché questi ingredienti cambiano, la stagione degli uragani atlantici varia di anno in anno.

Tuttavia, avere solo la giusta temperatura dell’acqua e l’umidità dell’aria non garantirà una certa intensificazione rapida delle tempeste. Lo abbiamo visto con l’uragano Marco, il quale ha attraversato il Golfo del Messico appena prima dell’uragano Laura, ma si è indebolito a tempesta tropicale prima dell’approdo.
La differenza sostanziale è da attribuire al wind Shear. I temporali che hanno alimentato il nucleo di Marco hanno faticato a rimanere collegati alla sua circolazione a causa del vento forte nel Golfo del Messico che li ha spazzati via.

Quando l’allora tempesta tropicale Laura passò sopra Cuba, le condizioni di forte vento di taglio si erano ritirate, lasciando solo un ambiente favorevole a sviluppare venti catastrofici e una pericolosa onda di tempesta.

Tornando alla complicata domanda posta inizialmente, la risposta è Ni, dal momento che gli uragani che si intensificano rapidamente sono piuttosto rari, lasciando poche informazioni in archivio.

La comunità di ricerca sugli uragani ha osservazioni coerenti e affidabili dati solo dall’inizio dell’era satellitare e dei voli di routine dei “cacciatori di uragani” che penetrano nelle tempeste sin dagli anni ’70.

Abbiamo assistito a eventi di intensificazione più rapidi negli ultimi anni e alcuni scienziati hanno concluso che il riscaldamento del clima sta probabilmente giocando un ruolo determinante. Tuttavia, in quegli anni abbiamo avuto anche stagioni degli uragani più attive e in quest’area è necessario lavorare di più per comprendere le tendenze globali, ad esempio perché gli uragani attraversano i bacini oceanici più lentamente.

Per cercare di rispondere a questo enigma, i ricercatori stanno utilizzando i documenti storici per aiutare a perfezionare le teorie matematiche e le simulazioni al computer delle tempeste, per comprendere meglio la rapida intensificazione. La nuova conoscenza continuerà a migliorare la guida alle previsioni e porterà a una migliore comprensione di come cambieranno gli uragani in un sistema climatico in evoluzione.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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