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Global Warming: le foto ci aiutano ad evidenziare le sofferenze dei ghiacciai

Diversi studi dimostrano in tutto il mondo come i ghiacciai siano, praticamente ovunque, in arretramento. Molte misure vengono effettuate in sito ormai da diversi decenni da decine di ricercatori e i dati sono purtroppo impietosi. Fra le diverse tecniche sofisticate che vengono utilizzate per stimare le ablazioni vi sono le misure satellitari e/o topografiche ecc,  ma anche le foto ci possono aiutare ad evidenziare lo scioglimento.

Possiamo prendere un qualsiasi ghiacciaio alpino per constatarne la riduzione. Scegliamo la Valle d’Aosta e le montagne del massiccio del Gran Paradiso, sul versante nord, dove sono ancora oggi visibili ghiacciai. Copiosi sono gli studi in corso sul massiccio e i ricercatori del Parco Nazionale Gran Paradiso monitorano questi “malati” da diverso tempo.

Il Gran Paradiso con i suoi Ghiacciai 1951 (Credit G.Giovine)

Gli archivi di tante famiglie o di turisti sono pieni di foto ritratte di momenti spensierati e di un passato non troppo lontano fra i monti. Di certo i fotografi di allora mai avrebbero pensato che i loro scatti sarebbero poi stati utilizzati per scopi scientifici. Scatti che sono preziosissimi per la ricerca.

Prendiamo dunque una foto di agosto 1951 scattata nella piazza di Cogne da dove si può ammirare il Gran Paradiso. Una coppia, probabilmente di turisti, si fa fotografare con una Fiat Balilla targata Asti. Sullo sfondo dello scatto ci sono le montagne del gruppo del Gran Paradiso che toccano i 4.061 m.sl.m.

Proviamo a scattare la stessa foto oggi al termine di questa strana estate

Il Gran Paradiso con i suoi ghiacciai oggi. (Credit G.Cutano)

mettendoci più o meno nella stessa posizione del fotografo di allora. Accostiamo le due foto e il gioco è fatto. Purtroppo constatiamo ad occhio nudo che i ghiacciai sono arretrati e non poco. Ovviamente non riusciamo a quantificare gli spessori, ma è evidente che diverse lingue di ghiaccio e nevai sono spariti.

Sono passati 49 anni da quello scatto e l’acqua che si è sciolta dai ghiacciai è defluita nei torrenti aumentandone le portate, seppur non in maniera così apprezzabile. In zona, negli ultimi anni, le precipitazioni annue che siano esse liquide o solide (cioè neve), sono rimaste pressoché costanti come attestato analizzando i dati delle stazioni meteo-climatiche localizzate in prossimità del ghiacciaio.

Le temperature medie annue sono invece in leggero aumento anche qui è fra i due scatti sono trascorse le estati del 2003 e  del 2015 che sono state “micidiali” per la salute dei ghiacci. Neppure le eccezionali nevicate del 2008 e del 2018 hanno potuto nulla per arrestare l’arretramento. Il global warming è evidente ormai a tutti, ma i ghiacciai sono di certo la cartina di tornasole di questo cambiamento in atto.

Confronto 1951 VS 2020
(Elaborazione G.Cutano)

Giuseppe Cutano: Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia e per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche.
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