X

Vita su Venere, quale sarebbe la sua origine?

Credit: Shutterstock

Prosegue la nostra indagine in merito alla recente scoperta del gas fosfina nell’atmosfera di Venere. Come abbiamo più volte ribadito, la scoperta è stata definita “eccitante” dalla comunità scientifica in quanto potrebbe rappresentare un potenziale segnale della presenza di vita sul pianeta.

Non è chiaro come questo gas possa essere arrivato. Dai fulmini ai vulcani e persino attraverso gli asteroidi, nulla spiegherebbe una quantità tale come quella effettivamente rilevata.

La maggior parte della fosfina nell’atmosfera terrestre è prodotta da microbi viventi. Quindi la possibilità che la vita su Venere produca fosfina non può essere ignorata. Ma i ricercatori, guidati dall’astronomo britannico Jane Greaves, affermano che la loro scoperta “non è una prova solida della vita” su Venere. Piuttosto, è la prova di una “chimica anomala e inspiegabile“, di cui i processi biologici sono solo una possibile origine.

Tuttavia, l’ipotesi della vita è più che affascinante e darebbe riposta ad una delle domande più formulate nella storia dell’umanità: siamo soli nell’universo? Se su Venere ci fosse la vita, ciò suggerirebbe un’ulteriore domanda: com’è arrivata? Esplorare le origini della vita sulla Terra potrebbe far luce.

GLI INGREDIENTI PER LA VITA – Capire come la vita (come noi la concepiamo) si sia formata sulla Terra non solo ci aiuta a capire le nostre origini, ma potrebbe anche fornire informazioni sugli ingredienti chiave necessari. I dettagli sulle origini della vita sulla Terra sono ancora avvolti nel mistero, con molteplici teorie scientifiche concorrenti. Ma la maggior parte di esse includono un insieme comune di condizioni ambientali considerate indispensabili. Queste sono:

  • Acqua liquida. L’acqua è necessaria per dissolvere le molecole necessarie alla vita, per facilitare le loro reazioni chimiche. Sebbene sia stato suggerito che altri solventi (come il metano) possano sostenere la vita, l’acqua è più plausibile. Questo perché può dissolvere una vasta gamma di molecole diverse e si trova in tutto l’universo.
  • Temperature miti. Temperature superiori a 122°C distruggono le molecole organiche più complesse. Ciò renderebbe quasi impossibile la formazione di vita basata sul carbonio in un ambiente molto caldo.
  • Un processo per concentrare le molecole. Poiché l’origine della vita avrebbe richiesto una grande quantità di molecole organiche, sarebbe stato necessario un processo per concentrare le sostanze organiche dall’ambiente circostante diluito, tramite assorbimento su superfici minerali, evaporazione o galleggiamento sull’acqua
    in chiazze oleose.
  • Un ambiente naturale complesso. Perché la vita avesse avuto origine, ci sarebbe dovuto essere un ambiente naturale complesso in cui una vasta gamma di condizioni (temperatura, pH e concentrazioni di sale) potesse creare complessità chimica. La vita stessa è incredibilmente complessa, quindi anche le versioni più primitive
    avrebbero bisogno di un ambiente complesso per avere origine.
  • Traccia di metalli. Infine, sarebbe necessaria una serie di tracce di metalli, accumulate attraverso le interazioni acqua-roccia, per promuovere la formazione di molecole organiche.

Quindi, se queste sono le condizioni richieste per la vita, cosa ci dice sulla probabilità che la vita si formi su Venere?

SCARSE PROBABILITA’ – La possibilità che la vita come la conosciamo si formi sulla superficie dell’attuale Venere è incredibilmente bassa. Una temperatura media della superficie superiore a 400°C significa che la superficie non può avere acqua liquida e questo calore distruggerebbe anche la maggior parte delle molecole organiche. L’atmosfera superiore più mite di Venere, tuttavia, ha temperature abbastanza basse da consentire la formazione di goccioline d’acqua e quindi potrebbe essere potenzialmente adatta per la formazione della vita.
Detto questo, l’ambiente ha i suoi limiti, come le nubi di acido solforico che distruggerebbero le molecole organiche non protette da una cellula. Ad esempio, sulla Terra, molecole come il DNA vengono rapidamente distrutte da condizioni acide, sebbene alcuni batteri possano sopravvivere in ambienti estremamente acidi.
Inoltre, la caduta costante di goccioline d’acqua dall’atmosfera di Venere fino alla sua superficie estremamente calda distruggerebbe qualsiasi molecola organica non protetta nelle goccioline.

Oltre a questo, senza superfici o granelli minerali nell’atmosfera venusiana su cui le molecole organiche potrebbero concentrarsi, qualsiasi elemento chimico per la vita sarebbe disperso in un’atmosfera diluita, rendendo incredibilmente difficile la formazione della vita.

IL PASSATO – Tenendo presente tutto questo, se la fosfina atmosferica fosse davvero un segno di vita su Venere, ci sono tre spiegazioni principali di come potrebbe essersi formata. La vita potrebbe essersi formata sulla superficie del pianeta quando le sue condizioni erano molto diverse da quelle attuali.

I modelli suggeriscono che la superficie della Venere primitiva era molto simile alla Terra primordiale, con laghi (o persino oceani) d’acqua e condizioni miti. Questo accadeva prima che un effetto serra impazzito trasformasse il pianeta nel paesaggio infernale che è oggi.

Se la vita si fosse formata allora, potrebbe essersi adattata per diffondersi tra le nuvole. Poi, quando l’intenso cambiamento climatico ha ribollito gli oceani, uccidendo tutta la vita, i microbi nelle nuvole sarebbero diventati l’ultimo avamposto per la vita su Venere.

ALTRE POSSIBILITA‘ – Un’altra possibilità è che la vita nell’atmosfera di Venere (se ce n’è) provenga dalla Terra. È stato documentato che i pianeti del nostro sistema solare interno si scambiano materiali. Quando i meteoriti si schiantano su un pianeta, possono far precipitare le rocce di quel pianeta nello spazio dove occasionalmente si intersecano con le orbite di altri pianeti.

Se questo fosse accaduto tra la Terra e Venere in passato, le rocce della Terra potrebbero aver contenuto vita microbica che potrebbe essersi adattata alle nuvole altamente acide di Venere (simili ai batteri resistenti agli acidi della Terra).

La terza spiegazione da considerare, è che una forma di vita veramente aliena (la vita come non la conosciamo) potrebbe essersi formata sulla superficie di Venere a 400°C e sopravvivere lì fino ad oggi. Una tale vita probabilmente non sarebbe basata sul carbonio, poiché quasi tutte le molecole di carbonio complesse si rompono a
temperature estreme.

Sebbene la vita basata sul carbonio produca fosfina sulla Terra, è impossibile affermare che solo quella basata sul carbonio possa produrne. Pertanto, anche se esistesse una vita totalmente aliena su Venere, potrebbe produrre molecole ancora riconoscibili come potenziale segno di vita.

I PROSSIMI PASSI – È solo attraverso ulteriori missioni e ricerche che sarà possibile svelare l’arcano. Come disse una volta l’ eminente scienziato Carl Sagan: “affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie”.

Fortunatamente, due delle quattro proposte finaliste per il prossimo round di finanziamenti della NASA per l’esplorazione planetaria sono focalizzate su Venere.

Questi includono VERITAS, un orbiter proposto per mappare la superficie di Venere, e DAVINCI, proposto di cadere attraverso i cieli del pianeta e campionare diversi strati atmosferici durante la discesa.

Categorie: Astronomia Home
Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
Post correlati

This website uses cookies.