Published On: mer, Nov 11th, 2020

Rinvenute nuove copie del “Philosophiae Naturalis Principia Mathematica” di Newton

Uno storico del Caltech e il suo ex studente, hanno portato alla luce fino a 200 copie aggiuntive del trattato di scienza di Isaac NewtonPhilosophiae Naturalis Principia Mathematica“. Salgono così a 386 dopo la nuova indagine pubblicata sulla rivista Annals of Science.

Secondo i ricercatori i “Principia”, come sono comunemente noti, non erano riservati a matematici esperti come ritenuto sino a qualche tempo fa, ma erano più letti di quanto si pensasse.
Uno sforzo degno di un lavoro di Sherlock Holmes quello di Mordechai (Moti) Feingold e di Andrej Svorenčík, dell’Università tedesca di Mannheim.

La prima indagine identificò “soltanto” 200 copie non identificate in 27 paesi, di cui 35 nell’Europa centrale. Ma il team era certo che esistessero altre copie in circolazione, tra cui alcune smarrite o rubate.

In questo trattato costituito da tre libri, Newton introdusse le leggi del moto e la gravitazione universale, unificando il mondo terrestre e celeste sotto un’unica legge. Ciò influenzò notevolmente altri aspetti della vita, rendendolo una figura canonica durante il XVIII secolo, proprio come avvenne per Charles Darwin e Albert
Einstein. Dietro la pubblicazione c’era lo scienziato inglese Edmond Halley, autore di diverse scoperte scientifiche nel nostro sistema solare, inclusa la periodicità della nota cometa.

Halley, prima di prenderne parte, chiese a Newton alcuni calcoli riguardanti le orbite ellittiche dei corpi nel nostro sistema solare. Ottenuti, si emozionò così tanto da tornare a Cambridge per finanziare la prima edizione del libro.

Le recensioni subito dopo la pubblicazione furono entusiasmanti. Il pubblico definì il libro un capolavoro, anche se poco dopo cominciò a svilupparsi una sorta di “mistica” sullo stesso Newton. Si narra che due studenti di Cambridge dopo aver avvistato lo scienziato, sostennero che nemmeno egli stesso capiva il contenuto del trattato.
L’idea che i Principia fossero incomprensibili e poco letti viene rimessa in discussione con i nuovi risultati del sondaggio. La ricerca non solo mostra che esisteva un mercato più ampio di quanto si pensasse una volta, ma dimostra che le persone ne digerivano i contenuti in misura maggiore di quanto ci si rendesse conto.

Continuando la ricerca di nuove pagine presso collezionisti privati e biblioteche, gli storici intendono affinare la nostra comprensione di come i Principia abbiano plasmato la scienza del XVIII secolo.

Bibliografia: Caltech

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it