Published On: mar, Nov 24th, 2020

Cosa ci ha insegnato il Terremoto dell’Irpinia – Dibattito

Ieri, in occasione del 40° anniversario del sisma in Irpinia avvenuto alle 19:34 del 23 novembre 1980, si è svolto presso il Consiglio Nazionale degli Ingegneri un interessante convegno (online) riguardo l’evento che sconvolse l’Italia.

Fra i tanti relatori anche il sottosegretario ai lavori pubblici Margiotta, il presidente del CNI Zambrano, il presidente dell’INGV Doglioni e diversi professori di varie università e tecnici della protezione civile che hanno illustrato l’evoluzione di normativa, esperienze e prevenzione da quel sisma ad oggi.

Mappa di Pericolosità Sismica (Credit INGV)

Il messaggio è stato comunque unanime sul fatto che bisogna migliorare in termini di prevenzione attiva e passiva e cioè con l’adeguamento degli edifici, grazie anche agli incentivi del sismabonus, e passiva vivendo con la cultura che ci troviamo in un Paese ad alto rischio sismico.

Il sisma dell’Irpinia diede il via alla nascita dell’attuale protezione civile e oggi abbiamo una delle organizzazioni più efficienti al mondo. Come faceva notare il presidente dell’INGV l’Italia è soggetta a sismi con conseguenze ogni 5 anni circa e dunque, dobbiamo aspettarci altri eventi in futuro; non si può prevedere dopo, ma la statistica parla chiaro. Dunque il lavoro sulla prevenzione deve continuare e chissà forse un giorno la protezione civile potrà arrivare a fare solo prevenzione e informazione, mentre le emergenze si saranno ridotte all’osso. Ne è testimonianza il sisma di Norcia del 2016 che nonostante la forte intensità e grazie agli interventi di fine anni ’90 ha permesso di contenere i danni e non riportare vittime dirette.

A tal proposito, a seguito del convegno, l’Associazione Ingegneri Volontari in Emergenza (AIVEM) ha condotto una piccola video-conferenza divulgativa per illustrare i lavori del convegno e raccontare alcuni particolari dell’evento dell’Irpinia. Per vedere la video-conferenza.

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it