Published On: mer, Dic 9th, 2020

Charles Duke, l’astronauta che sfidò la gravità lunare

Charles Duke è un astronauta che prese parte alla missione Apollo 16 della NASA nell’Aprile 1972. E’ famoso per aver lasciato una fotografia della sua famiglia sulla superficie lunare, anche se la radiazione solare la bruciò dopo circa 30 secondi dal rilascio. Ma lo è anche perché ancora oggi è il più giovane astronauta ad aver passeggiato sul nostro satellite e per aver sfidato la gravità rischiando la morte.

Mancavano circa 4 mesi ai giochi Olimpici di Monaco di Baviera. Duke era il pilota del modulo e con i suoi 36 anni anche l’astronauta più giovane ad essere sceso sul suolo lunare. Nonostante un lungo addestramento e le responsabilità di una missione durata 70 ore sulla Luna, Duke dimostrò la sua giovinezza volendo simulare i salti in onore delle olimpiadi. L’obiettivo? Battere simpaticamente i record realizzati dagli atleti.

Grazie alla gravità lunare pari a 1/6 di quella terrestre, lassù è possibile compiere balzi più evidenti rispetto alla Terra. Anche con le ingombranti tute.
Ed ecco che in una “simulazione” di salto negli ultimi minuti della passeggiata, egli cadde all’indietro rischiando di rompere il suo zaino (nonché supporto vitale).

La goffa caduta avvenne dopo aver raggiunto ben 120 cm da terra. Una misura notevole considerando i 136 Kg (sulla Luna circa 23) di peso della tuta. Duke non tenne conto che lo zaino, formato da un guscio di fibra di vetro, costituiva più della metà della massa, generando problemi di equilibrio in fase di atterraggio.

L’astronauta provò a rotolare sul fianco destro per evitare l’impatto con il PLSS (sistema di supporto vitale portatile), ma non poté fare a meno di rimbalzare al suolo.

Rischiò quindi di strappare la tuta o di compromettere il sistema; se ciò fosse accaduto, un sibilo avrebbe preannunciato la perdita di ossigeno e la conseguente perdita dei sensi, prima della morte. L’evento sarebbe stato troppo veloce per permettere al suo collega John Young di trascinarlo nel modulo al fine di chiudere la camera d’aria e pressurizzare la navicella.

Non fu una mossa intelligente. Duke lo capì subito dopo che il destino decise di risparmiarlo e da quel momento consigliò ai giovani astronauti di non effettuare manovre improvvise che prevedevano assenza di controllo.

A dire il vero non fu la sua unica caduta. Egli cadde anche a faccia in giù mentre cercava di colpire un penetrometro, uno strumento che si conficca nella superficie. L’episodio, ben visibile nel video sottostante, rappresenta però la quasi normalità delle passeggiate lunari. Armeggiare in quelle condizioni non è affatto semplice e Duke lo sapeva.

Le tute spaziali pesanti, rigide e ingombranti, hanno da sempre rappresentato un problema. Ecco perché per le future missioni l’agenzia spaziale degli Stati Uniti e le varie compagnie aerospaziali, stanno progettando nuove tute spaziali (alcune già viste nel programma SpaceX) più leggere, meglio bilanciate e più flessibili.

E allora le cadute dovrebbero divenire molto più rare.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it