Published On: sab, Dic 26th, 2020

Il 2020 tra i più caldi di sempre nonostante ‘La Niña’

L’anno volge al termine ed è tempo di bilanci.
Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale il 2020, che si candida a divenire uno dei più caldi, chiude il decennio più mite mai registrato.

Lo sentiamo spesso dagli scienziati e lo leggiamo dalle pubblicazioni scientifiche: il mondo è sempre più caldo e la causa, secondo il 97% della comunità scientifica, è dovuta all’attività antropica che immette nell’atmosfera una quantità elevatissima di gas ad effetto serra.

Un ulteriore motivo per non dubitarne secondo il segretario generale è proprio il 2020: nonostante la presenza di “La Niña“, il fenomeno climatico che produce un raffreddamento della superficie marina del Pacifico orientale equatoriale (e che ha un’influenza sulle temperature globali), l’anno si candida ad essere tra i tre più caldi da tempo immemorabile.

Un evento inusuale secondo l’OMM, dal momento che gli anni più miti solitamente si verificano in concomitanza con il fenomeno di “El Niño“; proprio come accadde nel 2016, l’anno che attualmente detiene il record.

Sino alla fine di Ottobre, secondo il rapporto dell’OMM pubblicato lo scorso 2 Dicembre, il 2020 si attesta al 2° posto dopo il 2016 e appena prima del 2019.

Ma le anomalie positive, secondo i dati acquisiti dal programma Copernicus Climate Change Service, dalla NOAA, Dal Goddard Institute for Space Studies della NASA e dell’Agenzia meteorologica giapponese, hanno continuato ad interessare il globo anche nel mese di Novembre. Tanto che il 2020 potrebbe divenire il più caldo in assoluto.

La temperatura media globale nel 2020 – si legge sul sito WMO – dovrebbe essere di circa 1,2°C al di sopra del livello preindustriale (1850-1900). Secondo il Global Annual to Decadal Climate Update, condotto dal Met Office del Regno Unito, c’è almeno una possibilità su cinque che superi temporaneamente 1,5°C entro il 2024.

About the Author

- E' laureato in Scienze e Tecnologie Agroforestali ed Ambientali con una tesi sui "cambiamenti climatici in Calabria partendo dall'indice di aggressività delle piogge". E' divulgatore di climatologia e meteorologia, ma non tralascia altre tematiche scientifiche. Contatti: fabio.chipino@geomagazine.it