Published On: sab, Gen 16th, 2021

Recovery fund, un’opportunità unica per la svolta green

Questa settimana è stato presentato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (2021-2027) conosciuto ai più come Recovery Fund. L’emergenza globale che ha colpito fortemente l’Italia ha messo e sta mettendo a dura prova imprese, tessuto sociale e cittadini. L’Unione Europea ha deciso nei mesi scorsi di preparare una sorta di nuovo “Piano Marshall” per la “ricostruzione”. L’ammontare totale del fondo europeo ammonta a 1.800 miliardi e all’Italia ne dovrebbero toccare 209 (la quota più grande). 

La quota italiana del fondo diventa una opportunità unica per dare nei prossimi anni una svolta al nostro Paese. Fra i pilastri di questa rivoluzione ci sono la digitalizzazione e l’innovazione, l’inclusione sociale e la transizione ecologica. Quest’ultimo punto è anche quello a cui è destinata la maggior quota di fondi. Si parla di quasi 70 miliardi su 209. L’Europa, che è di certo oggi il continente più all’avanguardia dal punto di vista ambientale, punta a proseguire questa azione di leadership affinché si perseguano gli obiettivi di lotta ai cambiamenti climatici e alla riduzione dell’impatto ambientale.

Estratto Recovery Fund per la parte ambientale e di sviluppo sostenibile (Credit Presidenza del Consiglio dei Ministri)

Scorrendo fra i capitoli principali della parte green troviamo l’agricoltura. L’obiettivo è quello di incentivare la filiera agricola sostenibile preservandone la competitività. Inoltre nel piano si parla di attuare i principi dell’economia circolare. Per quanto riguarda le energie rinnovabili e di conseguenza la riduzione delle emissioni l’obiettivo è aumentare la produzione di energia dal sole e dal vento. Fra i capitoli del recovery fund non poteva mancare il sostegno alla mobilità sostenibile e lo sviluppo della filiera dell’idrogeno. Trova nuovamente spazio l’efficientamento energetico che proseguirà in futuro anche con il supporto di questo fondo.

Oltre ai capitoli più classici legati allo sviluppo sostenibile c’è anche spazio per fondi contro i rischi naturali e per la protezione dell’ambiente. Fra gli obiettivi da perseguire troviamo l’adeguamento sismico degli edifici e il contrasto al dissesto idrogeologico. C’è anche un piano di riforestazione e di tutela della acque interne marine, insieme ad un efficientamento dell’uso della risorsa idrica.

Possiamo assimilare allo sviluppo sostenibile anche il finanziamento per le nuove opere ferroviarie per l’alta velocità che dovrebbero ridurre il traffico su gomma. Dunque sommando anche questo capitolo insieme a quanto citato prima tocchiamo quasi il 50% del denaro del Recovery fund. 

Alla luce di quanto sopra l’opportunità che ci viene data dall’Unione Europea e che dovrà essere messa a punto dal Governo italiano è davvero unica. Se il piano verrà portato a conclusione potrà segnare una svolta epocale per il nostro Paese al pari di quella del dopoguerra. Grazie a questi finanziamenti l’Europa e l’Italia daranno nuovo impulso dell’economia green  riducendo drasticamente l’impatto ambientale e dando un aiuto concreto alla lotta contro i cambiamenti climatici. L’emergenza pandemica ha messo in luce tutti i limiti della nostra società, ma un futuro più sostenibile è la missione della nostra generazione.

Fonte consultate: Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Presidenza del Consiglio dei Ministri.

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG e Clubhouse: @latitude_45