Published On: mer, Ago 18th, 2021

L’estate non è più sostenibile

Mentre scriviamo continuano a bruciare i boschi di Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. In questa tragica estate di incendi, dove oltre ai gravissimi danni ambientale, ci sono state anche diverse vittime, la maggior parte in Calabria. Fra i nomi eccellenti del patrimonio ambientale devastato troviamo il Parco Nazionale d’Aspromonte di cui abbiamo ampiamente trattato nei giorni scorsi.

Ma in questa estate non ci sono solo gli incendi a rovinare gli ecosistemi, ma ci sono anche tanti altri aspetti che rendono l’estate un periodo non più sostenibile per il nostro ambiente.  Fra le tante cose si aggiungono le mascherine abbandonate o perse su spiagge e fra i boschi che fanno compagnia alla plastica che si trova ormai anche nei trekking di alta montagna. I rifiuti abbondano ovunque, anche nei luoghi più impensabili, ma i maleducati e gli incivili riescono ad arrivare proprio ovunque.

Parole al vento, non basta la sensibilizzazione fatta da associazioni, enti e volontari, certe brutte abitudini non cambiano: ad esempio quella di buttare i mozziconi per terra. Proprio ieri a causa di un mozzicone gettato in spiaggia, ne è nato un diverbio che ha portato alla morte di un Carabiniere al quale non ha retto il cuore per la discussione con alcuni bagnanti che avevano scambiato la spiaggia per un letamaio. Nella nostra società, appena ci viene fatto notare qualcosa che non va, continuiamo ad urlare al fatto che è uno è libero di fare ciò che vuole. Non funziona però così, perchè tutti gridano ai proprio diritti, ma l’approccio non è lo stesso quando si parla di doveri. Il rispetto per l’ambiente è un dovere civico, ma in fondo sarebbe semplice amore per la propria “casa”.

Vogliamo anche parlare delle località turistiche sia di montagna che di mare prese d’assalto (spesso località delicate dal punto di vista ambientale)!!? Code estenuanti sulle strade, sotto il sole, chilometri di auto per poi arrivare in località piene come uova che non riescono a gestire la grande quantità di persone. Questa situazione poi si ripercuote anche sulla qualità dei servizi, sulle acque di depurazione, sulla scarsità di acqua, sulla gestione dei rifiuti ecc. Vogliamo parlare poi dei bagordi di ferragosto? Grigliate e pic-nic che si trasformano in vere e proprie orde barbariche che mettono a ferro e fuoco boschi, spiagge e prati, magari a suon di musica a tutto volume all’interno di aree protette. Guai però osare a dire qualcosa del genere, perchè si viene tacciati di essere contro la ripresa economica, di volere vietare tutto o del facile parlare se non si lavora nel settore ecc.

Ma siamo sicuri che per l’economia non sarebbe meglio un turismo destagionalizzato? Cosa vuole dire? Vacanze diluite lungo tutto l’anno che invece permetterebbero alle strutture turistiche di lavorare tutto l’anno e lavorare in maniera meno stressante e contestualmente alzando il livello della qualità dei servizi. Tutto ciò porterebbe ad un carico antropico sostenibile per l’ambiente.  A queste osservazioni ci viene risposto che al mare si va solo d’estate. Stranamente gli stranieri frequentano le nostre località tutto l’anno. Un tempo si diceva che era la Fiat a regolare le ferie in Italia, chiuse le fabbriche e gli uffici e tutta l’Italia chiudeva i battenti per un mese. Oggi, però, non sarebbe più così, ma è rimasta “questa tradizione” di concentrare i nostri movimenti tutti nel mese di agosto e questo è davvero deleterio per l’equilibrio degli ecosistemi. 

Sono dunque davvero così sostenibili le nostre estati? Sembrerebbe di no visto che a settembre dobbiamo raccogliere i cocci di un ambiente che ha subito una pressione antropica impressionante e che necessiterà mesi, se non anni, per recuperare quanto perso nei mesi estivi. Non dovremmo più tollerare questo e in primis dovrebbero essere le istituzioni a regolare un po’ questi fenomeni. Ad esempio la pausa estiva scolastica non è forse troppo lunga e concentrata? Non sarebbe meglio diluire le vacanze scolastiche durante l’anno come fanno altri paesi europei?

Questi sono solo alcuni aspetti che caratterizzano i forti impatti delle estati italiane da tempo immemore, ma certo cose non dovrebbero più essere accettate da una società che sui social fa l’attivista da tastiera durante tutto l’anno, parlando di cambiamenti climatici e di inquinamento, ma poi fa poco o nulla per contrastarli. Dunque credo proprio che anche queste, citando Mina, resteranno solo parole, parole….

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG e Clubhouse: @latitude_45