Published On: mar, Feb 8th, 2022

Dopo l’oro a Pechino è Curling-mania: scopriamo qualche curiosità

Fino a prima delle Olimpiadi di Torino 2006 quasi nessuno conosceva il gioco del Curling, solo alcuni appassionati di sport invernali sapevano cosa ero lo sport del sasso (stone) e della scopa. Con l’oro storico di Pechino 2022 nella specialità doppio misto, i due giovani italiani Stefania Constantini e Amos Mosaner scrivono la storia. 11 partite su 11 vinte battendo le nazioni storiche di questo sport come Norvegia, Svezia e Canada e tanti italiani incollati alla TV a seguire questo sport molto particolare.

Qualcuno le chiama le bocce su ghiaccio, ma non sono semplicemente come il gioco sulla sabbia, ci sono regole più complesse e molta più strategia. L’altra particolarità di questo sport è che di fatto non c’è un arbitro e grazie al grande fair-play fra le squadre i punti si valutano assieme. In rarissimi casi, nelle competizioni internazionali, se c’è un dubbio ci si affida ad un giudice che effettua una misurazione.

La stone è molto particolare e vale circa 1.500 euro perché è fatta con due tipi di granito molto particolare che vengono estratti solo in Scozia, in particolare su una isoletta chiamata Aisla Craig. La pietra ha delle caratteristiche uniche che permettono rigidezza anche a basse temperature. Il peso di ogni stone è appena sotto i 20 kg. Invece a cosa serve la scopa? Serve a favorire lo scivolamento della stone. Grazie alla pressione sul ghiaccio fatta con la scopa, più forte è meglio è, si crea un sottile velo d’acqua che fa scorrere meglio la stone.

Oggi si stimano circa 400 praticanti in Italia di questo sport, ma dopo questo storico oro (che è ancora più epocale per i pochissimi praticanti) il movimento crescerà ancora. Ormai in quasi tutte le regioni alpine ci sono i campi da gioco e cresceranno anche in altri Palaghiaccio d’Italia.

Per chi vuole approfondire le regole ecco un link interessante.

Di seguito un video di come vengono create le stone in Scozia (inglese):

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG: @latitude_45