Published On: lun, Dic 4th, 2023

Un sistema solare a 100 anni luce perfettamente sincronizzato

Gli astronomi hanno annunciato la scoperta di un sistema solare, situato a 100 anni luce di distanza nella costellazione della Chioma di Berenice. Chiamato HD 110067, è stato rivelato grazie alle osservazioni dei satelliti Tess della NASA e Cheops dell’Agenzia spaziale europea.

Ciò che rende unico questo sistema è la sua perfetta sincronia: i sei pianeti che lo compongono si muovono come una sinfonia cosmica, non influenzati da forze esterne sin dalla loro formazione, avvenuta miliardi di anni fa. Sebbene nessuno di questi pianeti si trovi nella zona abitabile, la scoperta offre preziose informazioni sulla formazione dei sistemi solari nella Via Lattea.

I pianeti, più grandi della Terra ma simili ai giganti gassosi, orbitano attorno alla stella madre con orbite che variano da nove a 54 giorni, rendendoli estremamente caldi. La loro peculiarità risiede nella risonanza, un movimento preciso e ordinato che li fa muovere come in una coreografia celeste.

Gli scienziati ritengono che questa sincronia sia stata la condizione originaria per molti sistemi solari, compreso il nostro, ma solo uno su cento ha mantenuto questa armonia nel tempo. I disturbi causati da pianeti giganti, bombardamenti meteorici e interazioni stellari hanno contribuito a rompere questa perfezione celeste.

Il team internazionale di ricercatori, tra cui Adrien Leleu dell’Università di Ginevra e Enric Palle dell’Istituto di Astrofisica delle Isole Canarie, ha sottolineato l’eccezionalità di questo sistema solare, con una coreografia così impeccabile, mai vista in precedenza. La scoperta offre nuove prospettive sulla varietà dei sistemi solari nella nostra galassia e potrebbe gettare nuova luce sulla complessa danza celeste che caratterizza l’universo.

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013, si occupa di cronaca scientifica dal 2011, anno di inizio del praticantato. Dal 2007 al 2014 ha condotto degli studi mesoclimatici sui raffreddamenti radiativi delle doline di origine carsica e sull’esondazione del cold air pool. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it