Published On: Sab, Gen 13th, 2024

Terza Guerra mondiale?

Terza Guerra mondiale? Così titolavano alcuni giornali alla luce dei bombardamenti NATO in Serbia nel 1999. La situazione ricordava forse in parte il 1914, quando l’Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia e si aprì il primo conflitto mondiale. Di fatto però nel 1999 il conflitto non si espanse oltre i Balcani anche se la tensione fra USA e Russia era forte. Allora però la Russia era in piena crisi e non reagì in difesa della storica alleata Serbia.

Come è oggi la situazione geopolitica? Sono diversi i siti web che mappano i conflitti in corso e i media, in questi ultimi 2 anni, ci hanno spesso riportato a crisi internazionali e tensioni.  Fra questi abbiamo consultato il sito Global Conflict Tracker visto che ormai possiamo vedere tutto da una app, anche le guerre ormai sono “spettacolo” sui social media. In questo inizio di 2024 fra i conflitti più noti c’è quello fra Russia e Ucraina e quello in Israele. Il conflitto russo-ucraino è di fatto l’unico in sui si stanno affrontando “ufficialmente” due Stati sovrani. Mentre in Israele, a qualche esperto di geopolitica accapponerà la pelle, potremmo quasi parlare di una guerra civile interna. A livello mondiale poi ci sono diverse guerre civili. In particolare in una decina di stati africani ci sono conflitti interni, fra questi possiamo citare la Libia, il Sudan o la Somalia. Nel resto del mondo le instabilità politiche sono presenti in molti altri paesi, fra questi l’Afghanistan il Pakistan o il Myanmar.

Ovviamente dietro le parti di Russia e Ucraina ci sono diversi paesi che supportano i due contendenti, ma non esiste nessuna formalità di dichiarazioni di guerra “ufficiali”. Per guerra mondiale forse noi ci immaginiamo come nei due conflitti mondiali dove gli stati si comunicavano ufficialmente in guerra con le cosiddette “dichiarazioni di guerra”. Come dimenticare la tragica e sconsiderata dichiarazione di guerra dell’Italia a Francia e UK del 10 giugno 1940.  Nel primo conflitto mondiale, invece, dal 28 luglio 1914 al 28 agosto dello stesso anno, quindi in un mese, erano state emesse già 12 dichiarazioni di guerra fra vari paesi del mondo.

Quindi per come abbiamo studiato i conflitti mondiali non ci sarebbero le condizioni per dire che siamo in un conflitto globale. Certo è che le tensioni in questo ultimo periodo sono molto elevate, e in qualche modo ci riportano un po’ alla guerra fredda. Scaramucce qui e la e nuovi paesi emergenti sullo scacchiere mondiale. Fra questi, paesi come la Cina, oggi una superpotenza, molto vicina alla Russia. Poi la storica alleanza NATO, quest’ultima che vede gli USA capofila con l’Europa e talaltro tanti paesi dell’ex blocco sovietico.

Abbiamo poi le “solite” tensioni in medio oriente, legate principalmente alla religione, ma anche a tanti interessi economici. Ovviamente il conflitto israelo-palestinese, che di fatto non si è mai spento da decenni, la guerra civile in Yemen, le tensioni dei paesi arabi verso Israele. Anche in centroamerica le cose non vanno benissimo e anche qui troviamo diversi paesi con instabilità. Dunque le armi sono utilizzate, purtroppo a livello globale, e secondo il Global Conflict Tracker, nel 2022 le vittime da guerre sono state oltre 200 mila

In queste ultime ore si è accesso un nuovo fronte di tensione in medio-oriente. Il Mar Rosso e il canale di Suez sono un luogo strategico per il commercio. Qui da un pò di tempo a questa parte ci sono vari atti di pirateria a carico di ribelli somali o yemeniti verso navi portacontainer e petroliere. Così molte navi commerciali, provenienti da oriente, sono costrette a circumnavigare l’Africa con un aumento di tempo di navigazione di ben 1 mese e danni economici per milioni di dollari. A tal proposito, in queste ore, USA e UK hanno sferrato alcuni attacchi aerei alle postazioni yemenite ribelli in risposta agli atti di pirateria sulle portacontainer occidentali in transito in quel braccio di mare. Dunque questo nuovo tassello si inserisce in una crisi mediorientale allargata in cui si espandono le tensioni fra paesi occidentali e paesi mediorientali, in testa l’Iran, acerrima nemica degli USA. Citiamo poi in oriente anche le storiche tensioni fra Cina e Taiwan. L’isola ribelle dalla superpotenza orientale vanterebbe il vero governo democratico cinese. In queste ore è stato eletto Lai, nuovo presidente sull’isola taiwanese, in linea con le velleità democratiche e autonome del popolo di Formosa. Anche qui gli USA chiedono stabilità dell’area, ma la Cina minaccia ritorsioni in caso di ingerenze esterne.

Qualcuno afferma che da anni è in corso un nuovo conflitto mondiale sopito, che spesso si gioca su tavoli diversi da quelli armati. Parliamo di cyberattacchi e di altre strategie moderne di guerra, certo è che le tensioni a livello mondiale sono molte come abbiamo visto. Non sono neppure escluse le minacce di utilizzo di armi di distruzioni di massa come le armi nucleari. Assurdo. Un ulteriore escalation dunque non è esclusa, ma la speranza è che prevalga il buon senso per non riportare il globo in una nuova, stupida e inutile, striscia di sangue. Anzi l’auspicio che molti fronti di guerra via via trovino una risoluzione perché questo acuirsi di violenza risulta ancora più folle in globo che nel 2024 dovrebbe considerarsi civilizzato visti gli enormi progressi in campo scientifico e culturale, ma purtroppo non sembra così.

Cogliamo l’occasione per ricordare l’articolo 11 della nostra Costituzione:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;

e ricordiamo anche che ogni intervento militare di “peacekeeping” del nostro Paese deve essere avvallato dal Parlamento. “Santa” Costituzione.

Fonti Consultate: Global Conflict Tracker, Ansa, Costituzione Italiana

 

 

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG: @latitude_45