Published On: mar, Feb 6th, 2024

Verso il massimo solare del ciclo undecennale, ma lo sapremo solo dopo diversi mesi

Il Sole sta gradualmente aumentando la sua attività mentre si avvicina al picco massimo del ciclo undecennale. Il massimo solare del ciclo di Schwabe rappresenta un periodo di intensa attività della nostra stella influenzato dal campo magnetico, evidenziato dalla frequenza e dall’intensità delle macchie solari visibili sulla sua superficie.

Tuttavia, gli esperti non possono confermare se il massimo solare è stato raggiunto fino a diversi mesi dopo il suo verificarsi. Il massimo solare viene calcolato (per convenzione) usando il numero di macchie (che sono aree più fredde della fotosfera) normalizzato su un periodo di 13 mesi (ovvero utilizzando i valori di sei mesi prima e sei mesi dopo per ogni mese). Il valore esatto di questa quantità per un dato momento temporale T è noto solo sei mesi dopo.

IL MASSIMO SOLARE…IN DIFFERITA

Gli scienziati possono determinare se il massimo solare è avvenuto in un determinato mese solo se il numero di macchie solari del mese successivo è inferiore, rendendo impossibile confermarlo prima di almeno sette mesi dopo il suo verificarsi. Ad esempio, ipotizzando che il massimo solare sia avvenuto nel febbraio 2024, gli esperti avrebbero bisogno dei dati sul numero di macchie solari dei sei mesi successivi, portandoci fino ad agosto 2024. Pertanto, occorrerebbe attendere fino a settembre 2024 per poter dichiarare con certezza che il massimo solare si è verificato, appunto, a Febbraio.

Gli scienziati solari dell’ESA aggiungono che ci sono casi in cui il sole può ingannare; ciò che potrebbe sembrare il massimo solare potrebbe essere solo un picco locale e non rappresentativo dell’intero ciclo. Inoltre, i cicli delle macchie solari potrebbero sperimentare un “doppio massimo”, noto come gap di Gnevishev, in cui il primo picco potrebbe non essere il più alto e potrebbe essere seguito da un ulteriore picco significativo.

Tutto ciò significa che potrebbe essere necessario attendere un po’ prima di conoscere esattamente quando si è verificato il massimo solare del Ciclo Solare 25.

Attualmente, le previsioni del World Data Center for the Sunspot Index and Long-term Solar Observations (SILSO) presso l’Osservatorio Reale del Belgio indicano un massimo tra la metà del 2024 e la fine del 2025. Nel frattempo, il Centro di Previsione Meteorologica Spaziale della NOAA (SWPC) stima che il massimo solare potrebbe verificarsi tra la fine del 2024 e l’inizio del 2026. Secondo gli esperti del SSCC, ci sono buone probabilità che l’attività solare sia ancora in aumento.

LE AURORE POLARI

Ricordiamo che maggiore è l’attività solare, maggiore è la probabilità di assistere a spettacolari manifestazioni di aurora polare, rendendo i prossimi anni il momento ideale per pianificare un viaggio per osservare questo fenomeno naturale. Le aurore si verificano quando particelle energetiche provenienti dal vento solare vengono deviate verso i poli terrestri dal campo magnetico del nostro pianeta. Queste particelle interagiscono con gli atomi e le molecole presenti nell’atmosfera terrestre, rilasciando energia e producendo la caratteristica luminescenza dell’aurora. I differenti colori dell’aurora sono determinati dalla composizione chimica dell’atmosfera terrestre.

Tuttavia, se non doveste riuscire ad osservare l’aurora durante il picco massimo solare nei prossimi anni, non disperate. Le aurore non cessano mai completamente. Possono essere avvistate durante tutto il ciclo solare, anche durante periodi di attività minore. Questo perché le espulsioni di massa coronale associate a eruzioni di filamenti, anche se deboli o moderate, persistono durante l’intero ciclo, mantenendo un livello di attività geomagnetica “di fondo” che può innescare il fenomeno.

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013, si occupa di cronaca scientifica dal 2011, anno di inizio del praticantato. Dal 2007 al 2014 ha condotto degli studi mesoclimatici sui raffreddamenti radiativi delle doline di origine carsica e sull’esondazione del cold air pool. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it