Published On: ven, Feb 9th, 2024

Islanda, il fiume di magma sotto Grindavik ad una velocità senza precedenti

Gli abitanti di Grindavik, un pittoresco villaggio di pescatori situato nella penisola occidentale di Reykjanes in Islanda, hanno vissuto momenti di paura e incertezza a causa di un’eruzione vulcanica assente da 800 anni. Gli scienziati dell’Università dell’Islanda hanno annunciato che un fiume di magma in rapido movimento scorreva sotto il villaggio a una velocità mai registrata prima. Questo evento straordinario, verificatosi alla fine dello scorso anno, ha provocato la terza fessura vulcanica nella regione da dicembre, portando le autorità locali a dichiarare lo stato di emergenza.

I ricercatori hanno analizzato il modo in cui il magma ha viaggiato da un serbatoio sotterraneo attraverso un “foglio verticale” ubicato a chilometri sotto la superficie del villaggio lo scorso novembre. I risultati hanno allarmato gli scienziati, poiché indicano che l’attività vulcanica potrebbe perdurare per mesi. Il professor Freysteinn Sigmundsson, autore principale dello studio presso il Centro Vulcanologico Nordico dell’Università dell’Islanda, ha sottolineato la complessità della situazione, affermando che è difficile prevedere la durata di questa nuova fase di eruzioni. Tuttavia, ha avvertito che la regione è probabile che rimanga sotto minaccia per molti mesi a venire.

ISLANDA, TERRA DI FUOCO E GHIACCIO

Credit: AFP

L’eruzione ha provocato danni significativi, incluso il danneggiamento di infrastrutture e la creazione di crepe nel terreno intorno a Grindavik. Come accade nelle eruzioni fissurali. Le autorità locali hanno evacuato il villaggio più volte per proteggere la popolazione dalle imminenti minacce. La regione, conosciuta per le sue famose terme Blue Lagoon, ha visto un aumento dell’attività sismica e un innalzamento del terreno, segnali inequivocabili dell’intensa pressione sotterranea causata dal flusso di magma.

L’Islanda, situata sulla dorsale medio-atlantica, rappresenta un luogo unico per studiare i fenomeni geologici che possono fornire importanti informazioni per comprendere le eruzioni vulcaniche in altre parti del mondo.

Mentre gli abitanti di Grindavik affrontano l’incertezza del futuro, gli scienziati si preparano a mitigare i rischi associati a questo straordinario evento geologico.

L’ERUZIONE RALLENTA

L’Ufficio meteorologico islandese ha riferito giovedì sera che l’intensità dell’eruzione è diminuita in modo significativo, portando un po’ di sollievo alle comunità locali. L’eruzione, che ha avuto inizio nelle prime ore del mattino nell’area a nord-est del monte Sýlingarfell, ha provocato l’evacuazione del rinomato centro termale Blue Lagoon e ha interrotto l’erogazione di acqua calda e riscaldamento in diverse comunità nella penisola di Reykjanes.

Il primo ministro islandese Katrin Jakobsdottir ha espresso la speranza che l’approvvigionamento di acqua calda possa essere ripristinato entro oggi, come riportato dall’emittente nazionale RUV. 

EPICENTRO

L’epicentro dell’eruzione si trova circa 4 chilometri a nord-est di Grindavik, una città costiera con una popolazione di circa 3.800 persone. Tuttavia, non vi è stata alcuna minaccia diretta per la città durante l’ultimo evento eruttivo di giovedì. Benedikt Ófeigsson, geofisico presso l’Ufficio meteorologico islandese, ha dichiarato che è probabile che l’area sperimenti un’eruzione vulcanica ogni mese nei prossimi mesi. Ha inoltre aggiunto che, sebbene sia difficile fare previsioni a lungo termine, nel breve periodo è probabile che si verifichino ulteriori intrusioni e eruzioni di magma.

Nonostante la riduzione dell’attività eruttiva, le autorità locali e gli esperti rimangono vigili e continuano a monitorare da vicino la situazione, preparandosi ad affrontare eventuali sviluppi futuri.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013, si occupa di cronaca scientifica dal 2011, anno di inizio del praticantato. Dal 2007 al 2014 ha condotto degli studi mesoclimatici sui raffreddamenti radiativi delle doline di origine carsica e sull’esondazione del cold air pool. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it