Published On: Gio, Nov 20th, 2025

Sarajevo Safari: 30 anni dopo indaga la procura di Milano

Certe drammatiche pagine di storia a volte si riaprono e devono riaprirsi, soprattutto quando non è stata fatta giustizia. Con GeoMagazine.it abbiamo spesso trattato il tema delle sanguinose guerre che hanno colpito i Balcani negli anni ’90 e lasciano ancora tante ferite aperte. Qualcuno di voi ricorderà anche il nostro viaggio in auto elettrica fra i paesi che componevano la ex Jugoslavia, dove vi abbiamo raccontato del genocidio di Srebrenica, dell’assedio di Sarajevo o dei bombardamenti NATO su Belgrado (Podcast del nostro viaggio con tutte le tappe).

Le guerre balcaniche hanno riaperto vecchie ferite nel cuore dell’Europa, causando sofferenze e vittime. La brutalità di quel conflitto non ha eguali nella storia degli ultimi 50 anni, e le deportazioni e il genocidio sembravano essere state bandite dal vecchio continente nel 1945. Invece no: ad esempio, a Sarajevo la città è stata tenuta sotto scacco e assediata per oltre 3 lunghi anni. L’assedio passerà alla storia per i suoi cecchini che, dalle alture ai bordi dell’attuale capitale della Bosnia Erzegovina, sparavano sui civili.

Sui cecchini di Sarajevo è stato scritto tanto e ci sono diversi documentari sul tema. Nel 2022 è stato trasmesso da Al Jazeera il docufilm “Sarajevo Safari” (Video del reportage con sottotitoli in inglese). Nel crudo documentario si racconta di diversi facoltosi cittadini occidentali che pagavano ingenti somme per partecipare a questi “tiri al bersaglio” umani. Questa storia, che da sempre si vociferava anche nel nostro Paese, ma sembrava una storia da bar, ha invece diversi testimoni e coinvolge anche probabilmente cittadini italiani. Pare che dall’Italia e da altri paesi persone facoltose partissero nel weekend per recarsi a Sarajevo e sparare sui cittadini inermi. Nel video si parla anche di dossier del SISMI, i servizi segreti italiani, venuti a conoscenza di questi “safari umani“. Una delle tante storie di bestialità umana che ci ha lasciato quel conflitto e una delle tante gravi vergogne dell’umanità. Nel solo assedio di Sarajevo ci sono state 11.000 vittime, e si ricorda il tristemente noto “Sniper Alley“, ovvero il viale dei cecchini.

In questi giorni, secondo quanto riportato dai principali quotidiani nazionali e stranieri, la Procura di Milano ha aperto una inchiesta per verificare se ci sono cittadini italiani fra questi cecchini che si sono macchiati di crimini inauditi, fra cui l’uccisione di bambini. Il capo di accusa della procura è “omicidio volontario con aggravanti di crudeltà e motivi abietti”. Pare ci fosse anche un prezziario e i bambini erano l’obiettivo più costoso per questi “cecchini della domenica”, mentre uccidere gli anziani era “gratuito”. Le indagini stanno ricercando testimoni e inizieranno con i primi interrogatori. Dalle pagine del nostro blog vogliamo invitare i nostri lettori che chiunque abbia informazioni in merito si rivolga alle autorità competenti, perché chi uccide persone per “sport” o per “passatempo da emozioni forti” deve essere individuato e processato, e perché dopo 30 anni deve essere fatta giustizia per queste vittime innocenti.

La tristemente celebre immagine con il cartello “Attenzione Cecchini”

Fonti consultate: Sarajevo Safari di Miran Zupanic , Milano Today, IlSole24ore

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG: @latitude_45