Published On: Mar, Dic 9th, 2025

Le isole Kiribati: un arcipelago che combatte l’innalzamento del livello del mare

Situate nel remoto oceano Pacifico centro-occidentale, le isole Kiribati sono un vero e proprio paradiso terrestre, comprendente 33 isole e atolli, ovvero delle scogliere coralline aventi una laguna interna, formatasi in seguito alla subsidenza di un’antica isola vulcanica.

Le isole, parte dell’Oceania, sono suddivise in tre arcipelaghi principali: le isole Gilbert, le Sporadi equatoriali e le isole della Fenice, oltre all’isola vulcanica di Banaba, più distante dalle altre.

La peculiarità di queste isole, non risiede soltanto nella loro bellezza evocativa, Kiribati è infatti il primo Paese al mondo ad inaugurare un nuovo anno, trovandosi sui fusi orari UTC +12/+13/+14. La sua estensione geografica copre infatti contemporaneamente tutti gli emisferi: boreale, australe, orientale e occidentale.

Ciononostante, il suo futuro è messo sempre più a repentaglio dagli effetti del cambiamento climatico: in primo luogo l’innalzamento del livello del mare. L’altitudine delle isole si attesta a soli 2 metri sul livello del mare (s.l.m.), un valore estremamente basso rispetto alla velocità con cui il mare si sta alzando (circa 3,9 mm all’anno).

Basti pensare che un innalzamento anche di pochi centimetri potrebbe erodere e rendere inaccessibile gran parte del territorio, minacciando le terre coltivate, essenziali per il sostentamento dell’economia locale e della popolazione.

Un altro grave problema risiede nella salinizzazione delle acque: gli atolli funzionano grazie alle falde sotterranee di acqua dolce, per cui la mescolanza tra l’acqua dolce e l’acqua salata del mare influisce negativamente sulle risorse dell’isola.

L’aumento delle temperature globali sta comportando anche l’acidificazione degli oceani: un abbassamento del pH marino provoca un deterioramento delle barriere coralline, minacciando anche la biodiversità locale.

Le isole non riescono più ad autosostenersi, tanto che il governo kiribatese ha introdotto il concetto di “migrazione con dignità”, una strategia con la quale si cerca di ricollocare in modo dignitoso gli abitanti delle isole, offrendo loro opportunità di lavoro qualificato all’estero, specialmente nelle isole Fiji.

Parallelamente, sono stati presentati anche dei progetti di protezione costiera, per contrastare le inondazioni dovute alle alte maree (come durante le king tides), attraverso la costruzione di dighe o la piantumazione di mangrovie per stabilizzare maggiormente il suolo.

Tuttavia tutte queste soluzioni sono per lo più temporanee ed è dunque necessario, per poter salvare paradisi terrestri come questo, intervenire direttamente sulla riduzione delle emissioni di carbonio da parte dei paesi industrializzati. Molti esperti climatici, considerano infatti, il destino di questo Paese già tristemente segnato, nonostante le misure di mitigamento adottate.

Le isole Kiribati rappresentano, per tutti noi, un vero e proprio campanello di allarme: sono tra i primi Paesi a subire direttamente gli impatti dei cambiamenti climatici, di cui spesso non ne sono minimamente responsabili.

di Francesca Ciotti, Geografa

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