Una Luna che sa di Fragola
C’è una notte, all’inizio dell’estate, in cui la Luna decide di fare un piccolo scherzo agli uomini.
Si lascia chiamare Luna di Fragola.
E ogni anno accade la stessa cosa.
Qualcuno alza lo sguardo pensando che sarà rossa come una marmellata appena fatta.
Qualcun altro immagina di sentire perfino il profumo dei boschi maturi.
I bambini la cercano con gli occhi spalancati, convinti che basti allungare una mano per coglierne una fetta e spalmarla sul pane.
Poi la Luna compare.
Bianca.
Dorata.
A volte appena rosata.
Ma di fragola… nemmeno l’ombra.
Eppure nessuno si arrabbia.
Perché la Luna conosce bene un segreto.
Le cose più belle non sono sempre quelle che mantengono il nome che portano.
Le montagne, ad esempio.
Sembrano immobili.
In realtà camminano piano.
Così piano che ci mettono migliaia di anni per fare un passo.
I fiumi sembrano avere fretta.
Invece si fermano ogni giorno ad ascoltare i sassi.
Gli alberi sembrano silenziosi.
Ma basta sedersi accanto a loro per capire che raccontano storie continuamente.
La Luna di Fragola appartiene alla stessa famiglia delle cose misteriose.
Il suo nome nasce da molto lontano, quando gli uomini osservavano il cielo non per controllare un calendario sul telefono, ma per capire quando fosse arrivato il momento giusto per raccogliere i frutti della terra.
Era il tempo delle fragole.
Così quella Luna prese il loro nome.
Non il loro colore.
Non il loro sapore.
Il loro tempo.
Che è una cosa molto diversa.
Perché il tempo ha un profumo tutto suo.
Profuma di erba appena tagliata.
Di sere che sembrano non finire mai.

Di finestre aperte.
Di grilli.
Di risate che arrivano da un cortile.
Di vacanze che stanno per iniziare.
Se ci pensate bene, anche noi assomigliamo un po’ alla Luna di Fragola.
Quante volte veniamo chiamati in un modo e dentro ci sentiamo qualcos’altro?
Quante volte qualcuno guarda soltanto ciò che facciamo senza accorgersi di ciò che sogniamo?
La Luna non si preoccupa.
Continua a sorgere.
Continua a illuminare.
Continua a cambiare forma senza perdere mai la propria identità.
Forse è questo il suo modo gentile di ricordarci che non dobbiamo assomigliare alle aspettative degli altri.
Dobbiamo soltanto imparare a essere fedeli alla luce che abbiamo dentro.
E allora succede una cosa curiosa.
Mentre tutti cercano una Luna color fragola…
Lei illumina i sentieri.
Accende le cime delle montagne.
Fa brillare i laghi.
Disegna ombre leggere tra gli alberi.
E regala agli innamorati una scusa perfetta per rallentare il passo.
Forse è proprio lì il suo incantesimo.
Non nel colore.
Ma nella capacità di fermare il tempo.
Per qualche minuto nessuno corre.
Nessuno guarda l’orologio.
Perfino il vento sembra camminare piano.
E gli occhi, finalmente, ricordano di saper guardare in alto.

Forse la Luna di Fragola esiste proprio per questo.
Per insegnarci che la felicità non ha sempre il sapore che immaginavamo.
A volte ha semplicemente la forma di una sera d’estate.
Di una panchina condivisa.
Di una montagna che diventa blu.
Di un silenzio che non fa paura.
E di una Luna che, pur non sapendo di fragole, riesce ogni anno a far maturare qualcosa dentro ciascuno di noi.
Perché ci sono frutti che crescono nei campi.
E altri che maturano soltanto nel cuore di chi non ha mai smesso di alzare lo sguardo verso il cielo.











