Published On: Sab, Lug 25th, 2026

L’Aurelia senza “Sorpasso”: l’Italia bloccata tra buche e propaganda

Mi risulta difficile capire come il “sentiment” popolare sia rivolto principalmente alla sicurezza, mentre non trovi quasi voce il degrado di alcune infrastrutture italiane: un problema che i cittadini toccano con mano ogni giorno, ma che resta relegato allo stress familiare o alle lamentele da bar, senza riuscire a fare breccia nell’agenda pubblica e sui social.

È vero che sono in corso importanti lavori sulla rete ferroviaria (spesso finanziati dal PNRR), ma oggi è diventato davvero difficile trovare un treno a lunga percorrenza o ad alta velocità che rispetti i tempi previsti. I pendolari e i viaggiatori lo sanno bene: fino a qualche anno fa, la situazione era decisamente più rosea e le criticità meno sistemiche.

Si parla continuamente del Ponte sullo Stretto, ne abbiamo parlato tante volte anche qui, per la cui realizzazione si sta spingendo sull’acceleratore a colpi di decreti e deroghe normative, anche a livello europeo. Un’opera sicuramente imponente, ma che appare meno prioritaria rispetto alle emergenze quotidiane e non inserita in una pianificazione organica. Si è scelto a suo tempo di tutelare lo Stretto di Messina definendolo area protetta (sito ZPS/SIC secondo le direttive UE), eppure oggi si rischia di stravolgere il territorio. Non a caso, anche la Corte dei Conti e diversi organi di controllo hanno sollevato rilievi sui costi, sui rischi di contenzioso e sulle coperture finanziarie. Certo, forzando la mano, pur restando nei limiti formali della legalità, un esecutivo può fare molto per blindare un progetto che da anni è un’insegna di propaganda politica.

Basterebbe scendere dalle auto blu o scendere dagli aerei di Stato per capire cosa vivono i cittadini quotidianamente. Anziché concentrare risorse ed energia unicamente sullo Stretto, ci si dovrebbe ricordare delle grandi incompiute d’Italia. Una su tutte: il completamento dell’asse tirrenico e il celebre “buco” autostradale tra Rosignano, in Toscana, e Tarquinia, nel Lazio. Lì l’autostrada si interrompe e cede il passo alla Strada Statale 1 “Aurelia”. Proprio quell’Aurelia che nell’immaginario collettivo era il simbolo della spensieratezza e del boom economico nel film Il sorpasso, oggi è ridotta a una strada non degna della sua storia. Un’arteria storica che in diversi tratti si riduce a sole due corsie totali e presenta incroci a raso e buche, quando dovrebbe essere una cartolina per i tanti turisti e un’alternativa strategica alla A1. Chilometri di asfalto ammalorato che rendono la strada scarsamente sicura, un paradosso per la prima strada statale d’Italia, erede della celebre via consolare romana.

Nonostante tutto questo, le prime pagine e i talk show non toccano quasi mai questi temi. Si preferisce dare spazio alla “famiglia nel bosco”, a Garlasco, al caso Roggero e ad altri fatti di cronaca nera che appassionano il pubblico, ma non risolvono le criticità strutturali del Paese. La politica lo ha capito perfettamente e cavalca queste narrazioni emotive per distogliere l’attenzione dai reali problemi dell’Italia.

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- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG: @latitude_45