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E’ la notte delle Liridi, le meteore di primavera

Ogni anno, a cavallo tra la seconda e la terza decade di Aprile, la Terra interseca un torrente di detriti cosmici lasciati in eredità dalla cometa Thatcher, un astro chiomato che si rese visibile ad occhio nudo il 4 Maggio 1861. Tale flusso di minuscole particelle, per effetto dell’attrazione gravitazionale comincerà nelle prossime ore ad interagire con la nostra atmosfera, dando luogo a 10-20 scie luminose di intensità variabile. Sono le Liridi, note anche come le meteore di primavera; uno sciame bizzarro, solitamente modesto, ma di tanto in tanto in grado di sorprendere gli osservatori con “fiammate” occasionali. Comunemente denominate “stelle cadenti“, queste scie di luce nel cielo non hanno nulla a che fare con le stelle fisse che osserviamo nel firmamento. Esse sono prodotte da frammenti di roccia ghiacciata delle dimensioni di granelli di sabbia che, dopo aver trascorso la maggior parte del loro tempo in un’orbita ellittica del sistema solare esterno, entrano a velocità molto elevate nella nostra atmosfera, generando luce per attrito.

Rappresentano un fenomeno improvviso, veloce, imprevedibile, che per essere osservato necessita di una visione totale della volta celeste. Per tale motivo il consiglio è quello di procurarsi una buona sedia sdraio e attendere la loro visione senza l’ausilio di alcuno strumento. Nella nostra società di consumi, dominata dalla perfezione degli strumenti, troppo spesso capita di dimenticare che l’occhio umano e il nostro cervello sono altamente perfezionati. La natura ce li offre gratuitamente e possono benissimo servire per un’indagine iniziale in campo astronomico. A favorire l’evento ci sarà l’assenza della Luna che, condizioni meteorologiche permettendo, permetterà una visione ottimale del firmamento.

IL RADIANTE – I percorsi delle meteore, se estesi all’indietro, sembreranno divergere da un punto nel cielo a circa 7 gradi sud-ovest della brillante stella Vega, tra la piccola costellazione della Lira e la fioca costellazione di Ercole. Tale punto, che prende il nome di Radiante, non è l’unica porzione di cielo dove osservare. Le scie luminose potrebbero apparire in qualsiasi punto della volta celeste, ma come detto, sembreranno provenire tutte dal radiante. Nonostante il picco previsto tra questa sera e le prime ore di domani, lo sciame si renderà visibile da cieli privi di inquinamento luminoso sino alla fine del mese, seppur con intensità decrescente.

EVENTI PASSATI – Come scritto in precedenza, le Liridi di tanto in tanto sanno sorprendere per intensità. Esistono una serie di documenti storici, risalenti in particolar modo al 687 a.C. e al 15 a.C., dove dalla Cina e dalla Corea rispettivamente, si ammirò uno spettacolo degno di nota. La notte del 20 Aprile 1803, molti cittadini di Richmond, in Virginia, furono svegliati da un allarme antincendio e furono in grado di osservare un numero di meteore elevatissimo nel cuore della notte. Le meteore sembravano cadere da ogni punto nel cielo, in numero tale da assomigliare a una pioggia di razzi.
Nel 1922 furono osservate sino a 6 meteoroidi ogni ora e nell’Aprile del 1982, diversi osservatori tra la Florida e il Colorado notarono sino a 100 “stelle cadenti” in 60 minuti.
Non è possibile stabilire quando lo sciame tornerà a tassi orari così intensi, per cui non resta altro da fare che volgere il naso all’insù e osservare.

A prescindere dall’intensità dello sciame, sarà stata un’ottima occasione per rivolgere lo sguardo verso altri mondi; mondi affascinanti che ci sovrastano, che ci appaiono tanto lontani, pur facendone noi parte.

Riferimenti fotografici: Pixabay, Neale LaSalle da Pexels

Categorie: Astronomia
Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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