X

I segreti della cintura vulcanica delle Ande

Sotto i vulcani delle Ande, dove si incontrano Cile, Argentina e Bolivia, c’è un gigantesco serbatoio di magma fuso che potrebbe contenere per dieci volte l’isola di Gran Canaria. La sua ultima eruzione risale a milioni di anni fa e fu l’ultima di una numerosa serie cominciata 6 milioni di anni prima. Da quel momento tutto il magma contenuto nel suo interno è rimasto li senza solidificarsi e i ricercatori ora cercano di carpirne i segreti. “Le eruzioni vulcaniche dei supervulcani sono insolite, ma quando accadono sono estremamente devastanti“, spiega Valentin Troll, professore di Petrologia presso il Dipartimento di Scienze della Terra. “È incredibilmente importante per i vulcanologi chiarire cosa mantiene vivo questo gigante addormentato e cosa possa causarne il risveglio“, aggiunge. L’ultima eruzione di un supervulcano appartiene al Toba indonesiano, che causò quasi l’estinzione del genere umano.

Al fine di cercare ulteriori risposte i ricercatori hanno analizzato la composizione chimica di tale materiale, al fine di avere più indicazioni circa il suo comportamento, da dove provenga, da quanto tempo sarebbe intrappolato nel suo interno e quali processi abbia subìto. Un compito impegnativo, anche perché sotto quell’area si trova la crosta più spessa della Terra (arriva ad uno spessore di 70 Km). Grazie alla composizione degli isotopi di ossigeno, il team ha scoperto che la lava risale dal profondo della Terra. Essa rappresenta il materiale che alimenta i vulcani delle Ande centrali e che li mantiene in vita. Un’eruzione di tale portata non si può impedire che accada, ma conoscere i segreti più intimi dei supervulcani potrebbe salvare la vita ad intere comunità. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

  • Fonti bibliografiche: Scientific Reports
  • Fotografia: Pixabay
Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
Post correlati

This website uses cookies.