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La Terra nel flusso della cometa di Halley: ecco le Eta Aquaridi

Subito dopo il transito dell’asteroide 1998 OR2 a 6,3 milioni di Km dalla Terra il cielo ci regala un altro evento, stavolta visibile anche senza l’ausilio di strumenti. Come ogni anno il nostro pianeta sta entrando nel flusso di detriti della nota cometa di Halley, fonte annuale della pioggia di meteore Eta Aquaridi. Ad ogni passaggio essa lascia dietro di sé una scia polverosa che annualmente interseca l’orbita della terra generando uno spettacolo degno di nota nei cieli terrestri.
A dire il vero lo sciame delle Eta Aquaridi mostrerà un buon numero di meteore alle latitudini australi, dove il radiante giungerà quasi allo zenit. Alle nostre latitudini la loro osservabilità è sempre stata alquanto difficoltosa e deludente, poiché il radiante permane per pochissimo tempo sopra l’orizzonte e soprattutto a basse altezze, così che la frequenza delle meteore si rivela molto contenuta. Non a caso gli australiani considerano questo sciame come il più affascinante e il più prolifico dell’anno; gli osservatori vicino all’equatore avranno quindi un posto in prima fila, ma anche fino a nord di Miami l’osservazione risulterà migliore di quella che si avrà da da New York o San Francisco, tanto per fare un esempio. L’emisfero australe, tra l’altro, si avvia verso la stagione invernale, quindi le notti stanno divenendo sempre più lunghe.

Secondo gli analisti di Meteoroid Environment Office della Nasa, questi granelli particolari di polvere cometaria colpiscono l’atmosfera viaggiando alla incredibile velocità di 62 km/s (223.200 Km/h) e si disintegrano a circa 80-85 km sopra la superficie terrestre. Si tratta di meteore che lasciano una lunga scia nel cielo. Sebbene la Luna sarà presente nella sua fase crescente, gli osservatori che godono di un cielo poco inquinato da fonti luminose potrà cercare di individuarne qualcuna specie prima dell’alba. Queste sembreranno provenire da Eta Aquarii, una delle stelle più luminose della costellazione dell’Acquario.
Il modo migliore per osservarle è utilizzare una sdraio e guardare in alto, in modo da avere una visuale molto ampia del firmamento. Lo sciame non produrrà un tasso orario zenitale molto elevato come quello estivo delle Perseidi, ma le scie saranno ugualmente luminose. I meteoroidi (veri e propri granelli di polvere) hanno un diametro di circa un millimetro e non c’è alcuna possibilità che colpiscano il suolo. Questo perché sono troppo piccoli e si muovono troppo velocemente per sopportare il tuffo nell’atmosfera terrestre. Il picco si verificherà tra poco meno di una settimana, ma sporadicamente si renderanno visibili per quasi tutto il mese di Maggio.

Riferimenti iconografici: FelixMittermeier Pixabay

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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