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Più di 100 fulmini ogni secondo sulla Terra: cosa sono e come proteggersi

Fulmini su New York

Ogni secondo sulla Terra si verificano oltre cento fulmini. Ognuno di essi può contenere fino ad un miliardo di volt di elettricità. Durante una tempesta le particelle di acqua, ghiaccio o neve presenti all’interno del cumulonembo collidono, generando una differenza di potenziale elettrico al quale la natura cerca di rimediare facendo passare corrente.

La base delle nubi temporalesche si caricano negativamente, al contrario degli oggetti al suolo (alberi, campanili e la Terra stessa) che si caricano positivamente.
Le cariche negative si insinuano progressivamente verso il basso dal fondo di un cumulonembo (l’unica nube in cui si verificano) e generano un canale attraverso il quale viene trasferita elettricità. L’espansione dell’aria dovuta a questo canale crea un fortissimo rumore che noi percepiamo come il tuono, udibile dopo il fulmine perché la velocità del suono ha una velocità minore di quella della luce. Un esempio pratico per calcolare la distanza di un fulmine dalla nostra posizione è quello di contare i secondi tra la scarica e il tuono, quindi moltiplicare per 330 per ottenere la distanza espressa in metri.

Nonostante l’infinità di scariche elettriche presenti in ogni momento nel mondo, l’origine del fenomeno non è del tutto chiara. Sono state studiate varie cause che includono i parametri atmosferici (vento, umidità, attrito e pressione atmosferica), ma anche l’impatto di particelle provenienti dal vento solare e l’accumulo di particelle solari. I fulmini tra l’altro non si verificano soltanto tra nube e suolo o tra nubi: ne vengono osservati generalmente anche in presenza di incendi boschivi estremi, nelle eruzioni vulcaniche e in tempeste di neve.

Free-photos Pixabay

COME PROTEGGERSI – I fulmini non sono soltanto un fenomeno affascinante che ci ricorda la forza della natura, ma rappresentano un vero e proprio pericolo che miete circa 1000 vittime all’anno. Non sono sempre mortali; talvolta chi sopravvive deve però fare i conti con vari disturbi più o meno gravi, tra cui perdita di memoria, vertigini, ustioni, intorpidimento. Il fulmine in casi frequenti è composto da una serie di scariche in rapida successione il cui intervallo oscilla tra 5 e 500 millisecondi. L’aria immediatamente accanto viene surriscaldata cinque volte la temperatura della superficie del Sole, permettendo di crescere rapidamente e di vibrare. In caso di temporale sarebbe preferibile non proteggersi sotto un albero, non toccare o portare sul corpo oggetti che conducano elettricità e calore, non farsi il bagno a mare, disfarsi di catenine e oggetti metallici a contatto con il corpo, non stazionare su terreni pianeggianti dove il corpo possa fungere da antenna, non utilizzare il telefono di rete fissa durante una tempesta.
Nel caso in cui fossimo colti di sorpresa in un’area priva di riparo e sentissimo un formicolio tra i capelli, è necessario raggomitolarsi per non creare terreno fertile alla scarica che in quel momento sta per scagliarsi verso di noi. Infine, nel caso in cui fossimo in auto, sarebbe preferibile non toccare parti metalliche e spegnere eventuali sorgenti elettromagnetiche.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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