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Nuovo filtro sostituibile per le mascherine N95

Sebbene le mascherine N95 utilizzate dagli operatori sanitari offrano il livello più elevato di protezione attualmente a disposizione, presentano anch’esse delle limitazioni. Per ovviare, i ricercatori hanno sviluppato una nuova membrana che può essere attaccata alla mascherina e sostituita quando necessario.
Questo tipo di mascherine filtrano l’85% delle particelle con dimensioni inferiori a 300 nm, ma poiché SARS-CoV-2 ha dimensioni comprese tra 65 e 125 nm, alcune particelle potrebbero scivolare attraverso questi rivestimenti. Inoltre, a causa della carenza, molti operatori sanitari hanno dovuto indossare ripetutamente la stessa maschera, anche se il loro utilizzo dovrebbe essere singolo.
Per la realizzazione della membrana, i ricercatori hanno prima sviluppato un modello poroso a base di silicio usando litografia e incisione chimica. Hanno poi posizionato il modello su un film di poliimmide e hanno usato un processo chiamato attacco con ioni reattivi per creare i pori nella membrana, con dimensioni comprese tra 5-55 nm. Per garantire che la membrana nanoporosa fosse traspirante, i ricercatori hanno misurato la velocità del flusso d’aria attraverso i pori, scoprendo che per quelli più piccoli di 60 nm (in altre parole, più piccoli di SARS-CoV-2), avrebbero dovuto essere posizionati ad un massimo di 330 nm l’uno dall’altro. La membrana idrofobica, inoltre, si pulisce da sola perché le goccioline scivolano via, impedendo ai pori di intasarsi con virus e altre particelle.

Bibliografia: https://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/acsnano.0c03976

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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