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L’albero più meridionale del mondo, tra venti impetuosi e natura selvaggia

Credit: Andres Holz, CC BY-ND

E’ l’albero più meridionale del mondo e osservarlo trasmette una sensazione unica. Si trova su un’isola a sud del Sud America, in uno dei luoghi più ventosi del mondo; qualsiasi altro albero in questo punto si trova più a nord, mentre a sud solo erba, Oceano e ghiacci.

Ha 42 anni, si estende per diversi metri sul terreno ma è alto solo mezzo metro. In altri luoghi crescerebbe alto e verticale, ma non qui. I fortissimi venti lo deformano e lo costringono a questa forma. Ma a causa dei cambiamenti climatici questi venti stanno cambiando.

Siamo a Capo Horn, e l’albero rappresenta una piccola popolazione di Nothofagus betuloides, il faggio o coigüe di Magellano. Il vento è onnipresente. Capo Horn è uno dei luoghi più ventosi del pianeta, tanto che durante la spedizione, il team ha dovuto affrontare raffiche di uragano pari a 120 Km/h.

Questo vento sembra essere il principale ostacolo per la vita arborea sull’isola: gli alberi si trovano solo in luoghi riparati dietro scogliere e colline. Sebbene la stessa area non si sia riscaldata in modo drammatico, il cambiamento climatico sta intensificando i venti occidentali che rastrellano la regione.

Le prove dalle vicine Isole Falkland indicano che anche la direzione del vento sta cambiando. Per questo motivo, le foreste di Capo Horn che prima crescevano in aree riparate, sono ora esposte al vento.

Il team ha trovato lunghe distese di alberi morti lungo i bordi delle piccole foreste, suggerendo che i venti mutevoli causati dai cambiamenti climatici potrebbero uccidere gli alberi anche quando emergono nuove aree riparate.

L’attività eolica ha ricevuto relativamente poca attenzione per quanto riguarda la definizione dei limiti delle specie, ma è piuttosto importante sulle montagne, sulle isole oceaniche e, come ora sappiamo, sull’estensione globale complessiva degli alberi. I cambiamenti di temperatura e precipitazioni sono spesso discussi come preoccupazioni su un pianeta che cambia, ma in luoghi come Isla Hornos, l’effetto del cambiamento climatico sul vento conta altrettanto.

Inoltre, quest’area è relativamente incontaminata: i ricercatori non hanno trovato una sola specie invasiva e c’è stata poca presenza umana sull’isola. Poiché il clima cambia, documentare questa posizione in modo che gli scienziati possano sapere cosa c’è e come sta cambiando è fondamentale per la conservazione futura.

Gli scienziati sanno ancora relativamente poco delle foreste più meridionali del mondo. Sebbene ci siano prove che i venti siano cambiati, la causa specifica di morte può essere determinata solo con ricerche a lungo termine.

Dulcis in fundo, ci sono solo brevi record climatici dell’isola. Anche le informazioni di base, come la durata della stagione di crescita, sono ancora sconosciute. Se gli scienziati vogliono davvero imparare come sta cambiando la vita in questo luogo remoto ma significativo a livello globale, sarà necessario ripetere gli studi.

Rivisitare questo paesaggio per avviare una ricerca a lungo termine è importante data la natura unica di questo cartello globale: qui si trova l’albero più meridionale del mondo. E non è poco.

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Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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