Published On: mar, Dic 22nd, 2020

Le variazioni del campo geomagnetico terrestre

Il campo magnetico terrestre non è costante e stabile. Esistono variazioni delle declinazioni e dell’inclinazione magnetica istantanee, diurne o annuali, che vengono dette “a breve periodo” e dipendono essenzialmente dal moto di rivoluzione del nostro pianeta.

Le variazioni a lungo periodo della polarità del campo magnetico terrestre si verificano, invece, ad intervalli variabili da alcuni secoli a milioni di anni. La causa delle inversioni del campo magnetico terrestre è, in realtà, ancora un mistero. Secondo alcuni geofisici il fatto che il campo geomagnetico si inverta, cioè che il polo nord diventi polo sud, e viceversa, sarebbe in relazione con delle correnti di convezione a largo raggio (analoghe a quelle dell’atmosfera o delle masse oceaniche), che si svilupperebbero in periodi diversi nel nucleo esterno della Terra. Sul perché e sul come questo avvenga non esiste il più piccolo dato.

Sarebbe interessante conoscere se e quali conseguenze può avere l’inversione del campo magnetico. Alcuni scienziati ritengono che, quando nel corso di un’inversione il magnetismo è quasi nullo, la Terra perda una gran parte dello scudo magnetico che l’avvolge e la protegge dal bombardamento dei raggi cosmici che, come sappiamo, sono dannosi per gli esseri viventi.

Per esempio, mentre attualmente ogni metro quadrato di suolo del nostro pianeta è bombardato ogni secondo da 10 mila particelle cosmiche, in periodo di inversione questa cifra aumenta più del 10%, a causa dell’assenza dello scudo magnetico (fasce di Van Allen) che circonda normalmente la Terra.

Sebbene le correlazioni non siano ancora ben definite, c’è chi ritiene che un bombardamento cosmico di una certa entità possa provocare mutazioni, se non addirittura l’estinzione di una specie. Si ritiene che l’ultima inversione dei poli sia avvenuta 780.000 anni fa, nell’evento geologico di Brunhes-Matuyama.

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it