Published On: lun, Feb 22nd, 2021

Quando avverrà la colonizzazione di Marte?

Subito dopo la conquista della Luna nel 1969, la Nasa cominciò a rivolgere il proprio sguardo verso Marte.

Wernher von Braun, progettista del veicolo di lancio Saturn V che portò le missioni Apollo verso il nostro satellite, cominciò a lavorare a una missione, ma il piano non ebbe particolare successo.
Lo sviluppo tecnologico e l’interesse crescente ad esplorare nuovi mondi, ha fatto si che la Nasa inviasse successivamente veicoli sul pianeta rosso.

Perseverance è stato il quinto rover ad aver posato le sue ruote sulla superficie polverosa del pianeta, dando il via ad una nuova frontiera di esplorazione.
Proprio come Von Braun 50 anni fa, anche l’attuale amministratore ad interim della Nasa Steve Jurczyk ha ribadito la sua aspirazione: far sbarcare l’uomo su Marte.

L’agenzia spaziale non solo non ha mai abbandonato l’idea, ma con la missione Perseverance e Ingenuity ha colto l’occasione per effettuare esperimenti che potrebbero essere utili ai futuri astronauti che dovranno affrontare il viaggio.

E quindi la domanda sorge spontanea: quando tutto ciò sarà possibile?

NON E’ COSI SEMPLICE…

Inviare l’uomo su Marte non è semplice.
Oltre alle incertezze derivanti dai finanziamenti che potrebbero richiedere ancora decenni, gli astronauti dovranno percorrere un viaggio di molti mesi soltanto per arrivarci.
Le agenzie spaziali mondiali stanno acquisendo esperienza attraverso le missioni verso la stazione spaziale orbitante, grazie alle quali gli astronauti e i cosmonauti sopravvivono per molti mesi nello spazio.
Tecnicamente parlando l’uomo sarebbe già all’altezza delle aspettative, ma durante la spedizione bisognerebbe affrontare due grandi rischi per la salute: le radiazioni e la microgravità.

Il primo aumenta le possibilità per tutta la vita di sviluppare il cancro, mentre il secondo riduce la densità ossea e la massa muscolare.
E se le cose dovessero andare male, eventuali problemi dovrebbero poi essere risolti sul pianeta stesso.

Secondo i progettisti si potrebbe ridurre il primo rischio accelerando il viaggio grazie alla propulsione termica nucleare; ciò produrrebbe molta più spinta rispetto all’energia prodotta dai tradizionali razzi chimici.
Inoltre, si pensa di costruire un veicolo spaziale al quale legare contenitori d’acqua che assorbano le radiazioni.

SU MARTE…

All’arrivo su Marte gli astronauti dovrebbero vivere in moduli abitativi. L’uscita dagli stessi senza una tuta spaziale comporterebbe la morte entro un minuto, durante il quale il sangue comincerebbe a bollire per la diversa pressione a cui il corpo sarebbe sottoposto.

Credit: Nasa

Come sappiamo l’atmosfera marziana è composta per il 96% di CO2, che risulta naturalmente letale per l’uomo. Ecco perché Perseverance ha portato con sé uno strumento che proverà a convertire il biossido di carbonio in ossigeno.
Tra le opzioni legate a questa problematica la Nasa ha proprosto l’idea di scomporre il ghiaccio dei poli di Marte in ossigeno e idrogeno, rendendo anche possibile l’alimentazione dei razzi.

Anche su Marte le radiazioni rappresenterebbero un serio problema. L’atmosfera estremamente rarefatta e la mancanza di una magnetosfera, obbligherebbe alla costruzione di rifugi opportunamente schermati. Meglio se sotterranei. Per gli uomini non sarebbe una vita semplice e non va sottovalutata l’ipotesi di assistenza psicologica.

QUALCHE DECENNIO?

Se l’umanità come specie, in particolare il contribuente americano, decidesse di investire grandi somme di denaro, potremmo essere lì entro il 2030.
Ma non sarebbe così facile ottenere il consenso del presidente e del congresso degli Stati Uniti, anche se Biden non ha ancora delineato la sua visione di Marte.

L’agenzia sta affrontando vincoli di budget, tanto che l’obiettivo di riportare gli astronauti sulla Luna entro il 2024 quasi sicuramente non andrà a buon fine. E ciò naturalmente escluderebbe anche Marte.
E’ molto probabile, quindi, che l’uomo calpesterà la superficie marziana dopo gli anni ’40.

ELON MUSK

SpaceX, la società del miliardario Elon Musk, vorrebbe farcela entro il 2026. A tal proposito è stato progettato il razzo Starship di nuova generazione, anche se due prototipi sono esplosi nei test.
Le probabilità che Musk sconfigga la Nasa sono elevate, specie in relazione al travagliato Space Launch System (SLS) che è afflitto da ritardi e sovraccarico dei costi.

Ma nemmeno una delle persone più ricche del mondo potrebbe permettersi di pagare da solo l’intero biglietto per Marte.
Per tale motivo è probabile che si sviluppi una partnership, dove SpaceX fornirà la tecnologia del viaggio e la Nasa risolverà tutte le altre problematiche.

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it