Published On: lun, Apr 19th, 2021

Ingenuity ha volato su Marte. Dettagli di un’impresa senza precedenti

Nella centrale operativa risate ed applausi hanno scandito la notizia del primo volo controllato e motorizzato su un altro pianeta: l’elicottero Ingenuity della Nasa, infatti, si è finalmente sollevato dal suolo di Marte. La prima immagine in bianco e nero apparsa sugli schermi ha mostrato l’ombra mentre si librava sopra la superficie, poi sono arrivate le splendide immagini a colori scattate dal rover Perseverance mentre l’elicottero scendeva.

Con il peso di 1,8 Kg e pale in fibra di carbonio, il drone ha ricordato l’impresa effettuata quasi 118 anni fa dai fratelli Wright, anche perché trasportava un po’ di tessuto alare del Wright Flyer del 1903.

Ora possiamo dire che gli esseri umani hanno pilotato un aeromobile su un altro pianeta“, ha annunciato al suo team il responsabile del progetto MiMi Aung.

I controllori di volo in California hanno confermato il breve salto dopo aver ricevuto i dati tramite Perseverance, che “ha guardato” l’evento a più di 65 metri di distanza. Il costo della missione di 85 milioni di dollari, considerata ad alto rischio, sta quindi ricompensando l’agenzia spaziale.

UN’IMPRESA A 287 MILIONI DI KM

La notizia è giunta in sala di controllo con un ritardo di circa 3 ore, vista l’enorme distanza di 287 milioni di Km. In aggiunta, un errore del software aveva impedito allo strumento di volare nei tempi stabiliti. I dettagli inizialmente erano scarsi, ma la NASA puntava a un volo di 40 secondi. L’elicottero avrebbe dovuto salire di 3 metri, rimanere sospeso per un massimo di 30 secondi, quindi ruotare verso il rover e atterrare vicino al punto in cui è decollato.

Per ottenere tutto ciò, le doppie pale del rotore controrotanti dell’elicottero dovevano girare a 2.500 giri al minuto, cinque volte più velocemente che sulla Terra.

LE CARATTERISTICHE

Con un’atmosfera di appena l’1% dello spessore di quella terrestre, gli ingegneri hanno dovuto costruire un elicottero abbastanza leggero per generare questo sollevamento ultraterreno. Allo stesso tempo, doveva essere abbastanza robusto da resistere al vento marziano e al freddo estremo.

Il drone Ingenuity – Credit: Nasa.gov

Più di sei anni di lavoro, Ingenuity è un piccolo elicottero alto 0,5 metri, ed ha quattro zampe. La sua fusoliera, contenente tutte le batterie, i riscaldatori e i sensori, ha le dimensioni di una scatola di fazzoletti. I rotori in fibra di carbonio, riempiti di schiuma, sono i pezzi più grandi: ogni coppia si estende da punta a punta di 1,2 metri.

L’elicottero è sormontato da un pannello solare che ricarica le batterie, cruciale per la sua sopravvivenza durante le notti marziane, dove si raggiungono anche i -90°C.

La NASA ha scelto una zona piatta e relativamente priva di rocce per il campo d’aviazione di Ingenuity, che misura 10 metri per 10 metri, luogo che poi si è scoperto a meno di 30 metri dal sito di atterraggio originale nel cratere Jezero.

Il piccolo elicottero ha attirato l’attenzione di tutto il mondo dal momento in cui è stato lanciato con Perseverance lo scorso luglio. Anche Arnold Schwarzenegger si è unito al divertimento, facendo il tifo per Ingenuity durante il fine settimana tramite Twitter. “Get to the choppa!” si legge in un tweet, rimettendo in scena una battuta del suo film di fantascienza del 1987 “Predator”.

PROSSIMI PASSI

Sono previsti fino a cinque voli, ognuno sempre più ambizioso. In caso di successo, la demo potrebbe aprire la strada a una flotta di droni marziani nei decenni a venire, fornendo vedute aeree, trasportando pacchi e servendo come esploratori per gli astronauti.

Anche gli elicotteri d’alta quota qui sulla Terra potrebbero trarne vantaggio: ad oggi, infatti, gli elicotteri evitano di volare a quote dove l’atmosfera è estremamente rarefatta. Ed ecco che Ingenuity potrebbe aprire una nuova era; sarebbe possibile volare anche sopra l’Himalaya, per esempio.

Il team di Ingenuity ha tempo fino all’inizio di maggio per completare i voli di prova. Questo perché il rover deve portare avanti la sua missione principale: raccogliere campioni di roccia che potrebbero contenere prove di vita remota marziana, per poi tornare sulla Terra tra dieci anni.

Fino ad allora, Perseverance veglierà su Ingenuity, tanto che gli ingegneri di volo li chiamano affettuosamente Percy e Ginny. “La sorella maggiore sta guardando“, ha detto Elsa Jensen di Malin Space Science Systems, l’operatore di ripresa principale del rover.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it