Published On: mar, Lug 27th, 2021

L’Odissea della plastica: la storia di una bottiglia

Credo che mai titolo sia più appropriato per quello che vi racconterò. L’Odissea, uno dei poemi epici per eccellenza, ci racconta il peregrinare di Ulisse nel Mediterraneo al fine di raggiungere la sua isola: Itaca. Oggi vi raccontiamo di un altro peregrinare in chiave moderna, ma che di certo non ci rende più moderni anzi. 

Iniziamo prima con una premessa. Come sappiamo i mari sono sempre più pieni di plastica e il Mediterraneo di certo non è da meno, anzi. Secondo l’IUCN (L’organizzazione internazionale per la conservazione dalla natura) si stima che nel Mediterraneo vi sia accumulato oltre 1 milione di tonnellate di plastica. Questa è comunque una stima molto incerta poiché solo lo 0,1% della plastica rimane in superficie, dunque il valore potrebbe essere sottostimato e di molto. In ogni caso ogni anno vengono riversati circa 230 mila tonnellate di plastica di cui il 94% sono macroplastiche e il 6% da microplastiche. Quest’ultime sono le particelle che poi tornano nei nostri piatti quanto consumiamo pesce (effetto boomerang)

Sempre secondo questo studio i paesi maggiormente responsabili di questi sversamenti in mare sono la Turchia, l’Egitto e anche l’Italia. Un primato non certo da vantarsi. I maggiori vettori sono ovviamente i grandi fiumi, ma in generale tutti i corsi d’acqua che attraversano aree urbanizzate e che vengono scambiati per discariche a cielo aperto. 

Diverse associazioni raccolgono i rifiuti in mare, almeno quelli in superficie, e tante altre ripuliscono le spiagge dopo le mareggiate quando i rifiuti si spiaggiano sulla battigia, ma non basta. Ovviamente ognuno di noi può contribuire a ridurre il numero di nuovi rifiuti perchè oltre al lavoro di raccolta, c’è un forte bisogno di sensibilizzazione e quindi di riduzione di produzione alla fonte.

Bottiglia ritrovata su una spiaggia calabrese (Credit G.Cutano)

Dopo aver snocciolato un pò di considerazioni torniamo alla storia che voglio raccontarvi. Passeggiando lungo una spiaggia della costa tirrenica della Calabria, mi imbatto in una bottiglia di plastica. Nulla di strano direte, perché purtroppo capita spesso di trovare rifiuti sulle nostre spiagge, soprattutto dopo le mareggiate.  Raccolgo la bottiglia, vicino ad altri rifiuti, e vedo che la bottiglia ha una etichetta non scritta in italiano. Leggo meglio e vedo caratteri dell’alfabeto greco. Subito penso, un ritorno alla Magna Grecia? Poi dopo questo pensiero romantico, inizio a domandarmi come possa essere arrivata fino qui una bottiglia greca? Leggo meglio, perché sul retro, c’è anche una versione in inglese e scopro che l’acqua arriva dall’Isola di Creta e precisamente dalle sorgenti delle Montagne Bianche dell’isola.

Ipotesi percorso bottiglia (Elaboraz. G.Cutano su Google Maps)

Quell’acqua in una isola è stata sicuramente un bene prezioso penso, ma è preponderante il mio dubbio di come sia arrivata la bottiglia fino da noi? Turisti greci in Italia ben pochi, chissà invece un passeggero di una nave può averla lanciata? O invece è frutto di una vera e propria Odissea che in poco tempo (perchè la bottiglia non è molto corrosa dal sole) dall’Isola di Creta è giunta fino in Italia passando anche lo Stretto? Bel dilemma! Dilemma che ci fa riflettere su come la plastica si possa muovere nei mari in modo veloce e che essa in questo modo unisce le coste italiane a quelle greche come ai tempi della Magna Grecia. Triste paragone moderno. A voi dunque le riflessioni e se troverete un rifiuto in mare forse d’ora in poi penserete che viaggio avrà fatto, romantico? Romantico sarebbe un mare privo di rifiuti. 

Fonti Consultate: APAT Toscana

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG e Clubhouse: @latitude_45