Published On: sab, Ott 23rd, 2021

Una montagna “sacra” alla natura

Consacrare una montagna alla natura contrapponendo l’invasività dell’uomo. Quando mi è stato presentato questo progetto, nonostante io sia una persona molto vicina ai temi ambientali, sono rimasto un po’ dubbioso. Ma poi ho fatto alcune riflessioni e pensando quanto l’uomo stia abusando dell’ambiente in cui vive forse l’idea è quanto semplice, quanto rivoluzionaria.

La proposta nasce da un gruppo di persone, amanti della montagna e dell’ambiente, che con l’occasione del centenario del Parco Nazionale più antico d’Italia (1922), il Gran Paradiso, vuole portare avanti questa idea per l’anniversario del prossimo anno. 

E’ stata scelta una vetta molto remota del Parco Nazionale, al confine fra Valle d’Aosta e Piemonte, il Monveso (3.322 m.s.l.m) da non confondere con il Monviso. Già oggi questa montagna, di forma piramidale, è poco frequentata e non facilmente accessibile e il progetto si propone di interdirla alle frequentazioni umane. 

In questo periodo storico parlare di divieti o restrizioni è quanto mai impopolare, ma l’idea non è quella di mettere imposizioni, ma far nascere un senso di responsabilità per lasciare un luogo completamente alla natura. Dunque non si vorrà imporre nessun divieto di accesso o nessuna multa per chi invece non vorrà “astenersi” da ascendere questa vetta, ma molto semplicemente vorrà essere un impegno solenne con l’ambiente. Un impegno culturale, che una società come la nostra, nel 2021, può e deve prendersi. Questo anche perché, oggi i simboli, in un mondo quanto mai “brandizzato” e “social”, sono ormai alla base della veicolazione di messaggi importanti. 

Inoltre, la sacralità di questa montagna,  non deve essere intesa necessariamente in senso religioso, ma anzi ognuno potrà dare il senso che vuole e anche questo è un fatto di ampio significato che può sposare diverse sensibilità. Anzi ammirare da poco lontano questa vetta sarà ancora più inclusivo e totalizzante.

Molte volte mi sono chiesto chissà se esiste un posto sulla Terra, in cui l’uomo non ha mai messo piede. Un po’ lo ammetto, per spirito di avventura e curiosità, ma poi anche perché penso che ormai non sia raro trovare immondizia in ogni dove, anche sull’Everest. Dunque, sarò impopolare, e anche più oltranzista, ma in certi posti l’uomo è meglio che non ci vada e a volte auspico che certi luoghi restino più celati possibile e restino a quei pochi che ci vanno senza lasciare traccia alcuna.

Aderire a questo progetto della “Montagna Sacra”, sono cosciente che richieda uno sforzo, perché è una piccola rinuncia al nostro egoismo innato e bramoso di essere i padroni di tutto. L’ambiente non è di nostra proprietà, ma ci è dato solo in prestito. Sarà una frase fatta, e qualcuno la definirà da “ambientalista da salotto”, ma è quanto di più vero ci sia. Sicuramente il dibattito sarà molto animato. Soprattutto in montagna stessa, dove certe cose sono ancora autentiche, sono sicuro che gli animi si scalderanno per l’una e l’altra “fazione” , ma oggi lo ribadisco, non possiamo più aspettare e questo non deve essere un tema divisivo, ma unificatore, perché la montagna e le comunità locali possono solo trarne vantaggi ed essere portatrici di un messaggio quanto mai attuale. Dobbiamo, dunque,  fare anche noi la nostra parte, oltre a buone pratiche da attuare giornalmente (perché poi si passa davvero per ambientalisti da salotto), bisogna comunicare, perché le vere rivoluzioni, sono quelle culturali e sono purtroppo quelle più lente e non è buona cosa in una emergenza globale

Fra i proponenti, ringrazio il Prof. Antonio Mingozzi, amico,  professore di UNICAL e già direttore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, il quale ci ha permesso di conoscere questo progetto e ci ha trasmesso impegno ed entusiasmo, due valori che nella nostra società di oggi non sono scontati.

I sottoscrittori del progetto aumentano di giorno, in giorno, e se fra i nomi troviamo grandi alpinisti, naturalisti italiani, professori universitari, ci sono anche tante persone che semplicemente amano la montagna e la natura. 

Noi di GeoMagazine.it abbiamo aderito e speriamo che aderiscano presto anche le Comunità Locali, le Istituzioni e l’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso, ma anche tante persone che hanno a cuore l’ambiente.

Cliccate sul testo se volete conoscere più a fondo il progetto “Montagna Sacra” e sottoscriverlo.

 

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG e Clubhouse: @latitude_45